Business Model, Metodi, strategia

L’efficienza dell’innovazione

L’efficacia e l’efficienza sono caratteristiche importanti ed essenziali in un’organizzazione aziendale tipo.

Ho potuto verificare particolare attenzione e interesse sull’efficacia dell’innovazione, cioè sull’effettivo risultato e sull’effettivo miglioramento sia in termini di prodotto che in termini di produttività. Solitamente, per mitigare eventuali criticità, cerco di prestare particolare attenzione nella formulazione dei KPI, in modo tale che il cliente riesce ad avere evidenti feedback, ma sopratutto a verificarne la bontà. Anche la gestione delle risorse limitate è una sfida quotidiana, sopratutto se l”obiettivo è migliorare l’efficienza, cioè ottenere il massimo dal rapporto tra il risultato del progetto e il denaro investito.


Le aziende spesso ottimizzano l’efficienza lavorando sulla catena di approvvigionamento, standardizzando il più possibile garantendo la ripetibilità, utilizzando tecniche come Six Sigma. Le aziende in questo modo riescono a fare notevoli risparmi finanziari e miglioramenti della qualità. Ma il paradosso dell’innovazione e dell’efficienza è: come assicuri la ripetibilità in qualcosa che è sempre diverso ?
Il segreto sta nell’adottare processi, kpi e metodologie di lavoro che permettano di progredire quanto basta e non di più. Dovrebbero essere attivi sforzi per trovare nuovi modi per razionalizzare le cose. La direzione maggiore non dovrebbe essere troppo controllante o diretta. I processi di Stage Gate non devono essere troppo onerosi.
Sì, gli elementi di un processo che sono stati mostrati per aggiungere valore ogni volta dovrebbero essere ripetuti in ogni progetto. Ad esempio, i progetti di beni di consumo dovrebbero sempre convalidare idee e concetti con il tipo di consumatore che prevedono di acquistare il prodotto risultante. Piani di progetto chiari, semplici e coerenti allineano le risorse. Sono sicuro che si possono trovare numerosi esempi di parti ripetibili della gestione dell’innovazione, nessuna delle quali necessita di un approccio Six Sigma.
Ottimizzare il portafoglio
È anche importante distinguere tra l’esecuzione di un progetto bene; e gestire in modo efficiente un portafoglio di innovazione. L’applicazione della risorsa in cui offre la massima produttività può migliorare notevolmente l’efficienza totale dell’innovazione. È importante avere il giusto equilibrio nei tempi, nella geografia, nei gruppi di lavoro ecc. I criteri appropriati per la priorità e l’allineamento delle decisioni non solo assicurano i progetti giusti, ma anche evitare sforzi ridondanti e disallineamenti manageriali, entrambi che portano ad inefficienza.
Le metriche giuste
Se non si misura i parametri chiave dell’efficienza, è difficile migliorare. Le mie preferenze includono il valore proiettato della pipeline che, unitamente alla risorsa totale applicata, può darti una misura grossolana ma semplice. Inoltre guida l’azienda a fare tutto il possibile per migliorare l’output, ottimizzando l’allocazione dell’input.
Quali squadre sono le più efficaci? Muovere risorse a loro aumentare l’output complessivo? Se si inizia a misurarlo, si potrebbe scoprire.
Open Innovation
Ci vuole molto tempo per costruire una particolare competenza tecnica da zero e un sacco di investimenti. Lavorare in collaborazione con un partner che già ha questa forza, in un rapporto reciprocamente vantaggioso, non solo ottiene l’innovazione al mercato più velocemente, può avere un impatto veramente positivo sull’efficienza dell’innovazione. L’argomento contatore è che crea una posizione più debole in IP; ma se stai andando via dietro quelli già nel gioco, avrai comunque quello.
Trattare l’efficienza come un progetto di innovazione
Usi le tecniche di creatività per generare nuove idee, giusto? Lei assegna priorità, prova e convalida? Allora perché non utilizzare le stesse tecniche per migliorare l’efficienza dell’innovazione? Liberare la risorsa, eliminando l’attività che non aggiunge valore o addirittura inibisce il progresso; e trovare i modi per aumentare la produzione sono tutti grandi contributori per una maggiore efficienza.
L’efficienza dell’innovazione è tutta una maggiore produttività della risorsa che hai, migliorando le prestazioni dell’innovazione e migliorando la tua competitività. Vale la pena il tuo tempo e l’attenzione.

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digitale, ecommerce, Pagamenti digitali, Prodotto, StartUp e Progetti

Contributi a fondo perduto per sviluppare soluzioni digitali e innovative

Contributi: il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato 100 milioni di Euro per la digitalizzazione delle Pmi attraverso il Voucher per la digitalizzazione.

Contributi a fondo perduto per sviluppare soluzioni digitali e innovativePrincipali caratteristiche dell’opportunità:

  1. misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese
  2. contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro
  3. nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili
  4. le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018
  5. nel caso in cui l’importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all’ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria.
    Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda.

Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • sviluppare soluzioni di e-commerce;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.
  • ed altri

Contributi a fondo perduto per sviluppare soluzioni digitali e innovativeGli acquisti devono essere effettuati successivamente alla prenotazione del Voucher.

Il personale di BlogInnovazione è a disposizione per fornire le informazioni tecniche di propria competenza finalizzate alla presentazione della domanda. Mandaci una domanda e noi ti richiameremo che fornirvi tutte le informazioni necessarie. Compila la pagina Contatti al link, e noi ti richiameremo.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Ministero per lo sviluppo economico: Voucher per la digitalizzazione

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Digital Trasformation, strategia

Il passaggio al digitale è estremamente impegnativo

La trasformazione digitale è un percorso molto difficile, ci obbliga a lavorare con tecnologie in continua evoluzione, per applicarle in modo integrato in un’impresa esistente. Questo aspetto dilata i tempi in maniera significativa, in quanto potrebbe non essere evidente a fine trasformazione.

Dobbiamo digitalizzarci, come procediamo ?

Se proviamo con qualsiasi cosa che si sta evolvendo davanti ai nostri occhi, dovremo riconoscere che alcune decisioni che faremo si riveleranno errate. La trasformazione digitale sta diventando essenziale per l’innovazione, e così anche la capacità di fornire una crescita sostenuta attraverso il processo di “connessione”.

Social e trasformazione digitale

La trasformazione digitale è un processo relativamente semplice in un’impresa molto grande. Si attua con una serie di miglioramenti incrementali per diventare cloud-ready. Trasformare i processi aprendo e coinvolgendo i clienti ognuno in modo diverso, in tempo reale, con scambi costanti. Tutto deve essere seguito e tracciato.

I clienti vogliono partecipare, influenzare e aiutare il design e il prodotto finale. Inizialmente è necessario analizzare una vasta gamma di comunità, tutte le piattaforme ed ecosistemi, rapidità, dimensioni e ambito. Acquisire la consapevolezza dei diversi livelli di complessità, e analizzare le competenze che mancano all’interno dell’ organizzazione.

La trasformazione digitale è senza dubbio un evento di impatto storico

La tecnologia sta diventando parte integrante della nostra vita, per noi personalmente, come consumatori o lavoratori, ma anche per le imprese, il governo e le nostre istituzioni educative. E’ importante considerare la trasformazione digitale come un investimento, la nostra futura capacità di operare, competere e comunicare dipenderà da essa. Gli investimenti richiedono sempre tempo per portare risultati, e il digitale ne richiederà molto. Il digitale sta modellando i modi in cui lavoreremo in futuro, su come intendiamo comunicare e imparare. Un insieme di dispositivi ci permette di comunicare, di interagire e di formare un sistema per affrontare una necessità o eseguire un compito. Tutti lavoriamo per ri-equipaggiare noi stessi, in termini di competenze, gestione del mondo digitale e delle sue esigenze. Lavori in corso!

Tablet per trasformazione digitale

La trasformazione digitale continuerà a spingerci a diventare più efficienti ed efficaci, ma anche per diventare più accattivanti e innovativi. Avremo bisogno di un nuovo reset dei nostri valori e credenze, dovremo pensare a nuove procedure e abitudini, altrimenti il ​​digitale semplicemente prenderà le nostre vite a scapito di tutto il resto.

 

La cosa buona è che le entità commerciali sono costrette ad aprirsi

La trasformazione digitale sembra travolgente nella sua complessità e nei rischi che comporta. I rendimenti aziendali sembrano difficili da quantificare nelle metriche tradizionali, ma la necessità di trasformazione ci obbliga a ignorare le metriche conosciute e credere in quelle a noi sconosciute, e che ci viene detto essere corrette. Questo aumenta il grado di difficoltà nel convincere i decisori, anche se gli argomenti proposti sono corretti e funzionanti.

Spesso è complicato convincere i decisori a sostenere la necessità di una trasformazione così significativa. Sia se sono semplicemente scettici, sia se non conoscono la tecnologia. Tuttavia, per gli altri, che riconoscono il futuro della tecnologia e del potere delle reti e dell’impegno della comunità, è l’occasione di modificare radicalmente il loro modo di fare affari.

Trasformazione digitale

Non sappiamo come sarà il “gioco finale”

Non sappiamo come sarà la trasformazione digitale alla fine, ma sicuramente dovremo accettarla. Ci adatteremo, impareremo e sperimenteremo, con e grazie alle tecnologie emergenti, tutte in diverse fasi della loro evoluzione.

A volte il senso di crisi domina nelle sale riunioni, un senso di crescente preoccupazione, quando si individuano e si analizzano potenziali rischi del cambiamento, e le difficoltà da superare per gestire la trasformazione. Spesso si è poco attrezzati per capirlo. E’ necessario quindi avere consulenti altamente affidabili per insegnare, informare e incoraggiare a mantenere “la direzione” corretta per la trasformazione digitale.

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digitale, ecommerce, Esperienza di acquisto, Fashion

Fashion e digital: i brand aumentano gli investimenti nell’online

Social media, e-commerce e online advertising: il rapporto tra fashion e digital è sempre più intenso a discapito dei media tradizionali

Il settore del fashion, quello che secondo il The Wall Street Journal era considerato l’ultimo baluardo della pubblicità su carta stampata, sta progressivamente virando i suoi investimenti nell’advertising online.

Magazine e giornali del mondo della moda stanno difatti cedendo il posto alle campagne che viaggiano sui social media e più in generale sul web.

gucci

Sono le grandi case come Gucci e Louis Vuitton a guidare questa nuova tendenza trainando l’intero settore del fashion, che complessivamente ha incrementato la spesa in online advertising del 63% rispetto al 2013. Nello stesso periodo, gli investimenti sui media cartacei sono diminuiti del 8%.

Il digital è fashion

Pare che il digitale vada proprio di moda tra gli addetti ai lavori. François-Henri Pinault, Amministratore Delegato del gruppo del lusso Kering Co., ha dichiarato: “Se dovessimo lanciare un brand oggi, tutta la comunicazione per iniziare sarebbe online”.

Pinault ha poi confermato il trend affermando che oggi la quota di budget destinato alla comunicazione digitale rappresenta il 40% rispetto al 20% di 18 mesi fa.

Va sottolineato che la relazione tra questi due mondi si è intensificata solo in questi ultimi anni; le aziende del fashion infatti hanno dovuto attendere il momento in cui la qualità dei contenuti digitali diventasse “all’altezza” del posizionamento dei loro brand offline.

Piattaforme web e social media oggi offrono la possibilità di creare grafiche ed inserzioni accattivanti, in grado di soddisfare le aspettative anche di un pubblico esigente come quello dell’alta moda.

Un nuovo approccio al marketing

Ciò che sta accadendo è frutto di un approccio al marketing di tipo olistico dove la multicanalità risulta esserne una componente fondamentale. Gli sviluppi possono essere molteplici: orientandosi verso i canali online rispetto alla stampa tradizionale, le marche del fashion hanno deciso di relazionarsi in maniera sempre più diretta con il proprio pubblico.

Anche teorie e tendenze delle più in voga come quella del marketing olistico vanno ripensate alla luce delle trasformazioni imposte dal digitale, o del bisogno di “essere” parte del processo di decisione e formulazione dei valori aziendali. Chi si chiede se esista ancora una possibilità di scelta tra marketing “tradizionale” e marketing olistico, dovrebbe tenere in considerazione che i confini tra i due approcci sono sempre più sfumati e labili.

Olistico è certamente il pannello di strumenti che abbiamo a disposizione per comunicare i prodotti o servizi o, più semplicemente, il brand. Gli spazi che abbiamo a disposizione per convertire gli utenti, cioè portarli alla decisione d’acquisto, sono tanti, eterogenei e si diversificano per profilazione.

La fine della carta?

Sebbene il comparto delle riviste abbia incassato il colpo, non si può parlare di morte del formato cartaceo. La stampa continuerà ad essere un elemento chiave del communication mix soprattutto in un settore come quello del fashion, in cui alcuni magazine sono delle vere e proprie istituzioni e restano dei punti di riferimento per l’individuazione di stili e tendenze.

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Come creare una cultura di innovazione e innovare imparando

Oggi è impossibile sopravvivere nel mercato attuale senza acquisire la capacità di innovare “in modo continuo” i propri prodotti e i propri servizi. Tutto ciò che una azienda produce, sarà fatto anche da qualcun altro entro breve tempo, a costi inferiori e probabilmente a pari qualità, se non superiore.

Questa asserzione è ormai vera in qualsiasi ambito. L’idea comune è che innovare vuol dire “fare qualcosa di straordinario“, fuori dalla routine giornaliera. Qualcosa che generalmente ha anche lunghi tempi di gestazione, magari in capo a pochi gruppi di persone dedicate. Analizzando l’innovare in aziende “note per essere avanzate” nella Ricerca & Sviluppo, scopriamo che non si può parlare di innovazione separando l’uomo dall’azienda e il prodotto dai processi.

Innovare e imparare

Ci sono diversi termini che possiamo sentire quando si parla di aziende che lo fanno bene: aziende agili, IoT, Industria 4.0, organizzazioni “learning” e culture innovative sono solo alcuni. Questi ambienti rispettano cinque strategie chiave culturali e strutturali.

1. Clienti felici

Le organizzazioni dovrebbero raccogliere le raccomandazioni dei clienti e sviluppare un processo per valutare e dare priorità a coloro che hanno la più alta probabilità di soddisfare gli obiettivi del cliente e rimanere quindi al di sopra della concorrenza.

Come stai cercando i feedback per determinare le priorità e la soddisfazione ? Stai creando una relazione con i clienti che potrebbe essere descritta in modo più accurato come una partnership ? e stimolare un rapporto aperto con i clienti. Inoltre, sollecitare commenti formali su base periodica.

2. Collaborare attivamente

Le organizzazioni devono passare dall’elaborazione passo-passo a una trasversale. Tutti i dipartimenti coinvolti devono essere aggiornati e lavorare contemporaneamente in naturale sintonia. Le organizzazioni collaborative creano prototipi di elevata qualità – e lo fanno più rapidamente.

Oltre a una struttura collaborativa, è importante creare un ambiente in cui ogni elemento del team si sente sicuro e incoraggiato a contribuire. Questa collaborazione contrasta con le organizzazioni in cui “persone speciali” contribuiscono più spesso di altri.

innovare e collaborare

3. Studiare e sperimentare rigorosamente

I team devono studiare i problemi e presentare soluzioni ben integrate e rigorose. Spostando l’attenzione sul metodo scientifico, le squadre imparano a formulare un’ipotesi, testare l’ipotesi e apprendere e perfezionare rapidamente le soluzioni.

L’idea di sperimentazione può sembrare contro-culturale, e se fatta male, può essere costosa. Ma quando i team sviluppano competenze mediante collaborazioni e studi rigorosi, maturano il senso della sperimentazione.

Avete sfide e opportunità che potrebbero essere risolte più rapidamente prendendo un approccio più scientifico, magari abbreviando l’analisi e iniziando la sperimentazione ?

Innovare audit

4. Accelerare le decisioni e imparare

Il processo decisionale è elemento fondamentale della sperimentazione. Il team deve prendere le decisioni ottimali, e più rapidamente possibile. Queste decisioni devono essere aperte e successivamente riesaminate in un’ottica di ottimizzazione. Cioè le decisioni devono essere raffinate in modo continuo. Dal “flip flopping” all’ “apprendimento“.

L’organizzazione ottimale è quella che offre formazione per aiutare il personale a combinare i processi decisionali rigorosi “basati sui dati” con decisioni intuitive per sfruttare la potenza di entrambi. In questo modo si sostiene il processo di sperimentazione. I partecipanti imparano e le decisioni precedenti verranno riesaminate nei momenti opportuni.

5. Adattabilità e resilienza

I leader devono valorizzare l’adattabilità, la flessibilità e la curiosità dei loro dipendenti. Queste abilità supportano la capacità di gestire un rapido cambiamento. I dipendenti devono essere flessibili e concentrati di fronte ai cambiamenti in corso. Hanno bisogno della capacità di sentirsi a proprio agio e supportati dai loro colleghi in modo da poter adattarsi al cambiamento pianificato e non pianificato con creatività e concentrazione.

Non basta dire alle persone di essere più resilienti, quindi aspettarsi che rispondano alle e-mail per 20 ore alla settimana.

L’evoluzione di una organizzazione, per diventare più innovativa e pronta ai cambiamenti richiede uno sforzo strutturato per aggiornare la cultura, i sistemi e gli accordi che supportano le funzioni.

Chiarire il modo con cui un’organizzazione promuove questi cinque elementi, sarà un grande progresso per diventare un’organizzazione innovativa.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Apple: Tra 10 anni niente smartphone, ma sarà possibile ?

Nel giro di 10 anni tutte le applicazioni e i servizi utilizzati tramite lo smartphone di Cupertino si sposteranno verso altri dispositivi più comodi, una rete di computer, batterie e sensori da indossare. Governati dall’intelligenza artificiale

È il 2027 e stai camminando per strada, fiducioso che arriverai alla tua destinazione anche se non sai dove sia. Potresti anche non ricordare perché il dispositivo ti sta dicendo di andarci. Una voce nell’orecchio ti fornisce le indicazioni passo dopo passo e, nel frattempo, ti prepara per l’appuntamento. Oh, giusto, dovrai fare un colloquio a un educatore cinofilo per la tua attività di supporto psicologico agli animali domestici. Arrivi al caffè, ti guardi intorno e una donna che non conosci si avvicina. Un display che puoi visualizzare solo tu rileva il suo volto e, proprio come in Terminator, provvede a scrivere accanto in stampatello il suo nome. Successivamente potrai disporre di una trascrizione generata automaticamente di tutto ciò che vi siete detti.

Apple

Nel 2017 l’ iPhone festeggia il decimo anniversario del lancio sul mercato ed è ancora uno dei prodotti di consumo più riusciti della storia. Ma quando celebrerà il ventesimo, il concetto di «telefono» sarà stato completamente sradicato: lo scenario dell’incontro con lo psicologo per cani ti riguarderà anche se non hai un iPhone in tasca.

Certo, Apple potrebbe ancora proporre il lucente mattoncino. (a quel punto gli iPhone forse saranno sottili e pieghevoli, oppure avvolgibili in rotoli come i papiri dell’antichità.) Ma la suite di applicazioni e servizi attualmente incentrata sulla sua versione fisica sarà migrata verso altri dispositivi più comodi e altrettanto performanti: una «rete corporea» di computer, batterie e sensori che risiedono sui nostri polsi, nelle nostre orecchie, sui nostri volti e chissà dove altro. Cercare di prevedere dove arriverà la tecnologia nell’arco di una decina d’anni può essere un’impresa folle, ma quante altre volte così tante tendenze emergenti potevano essere ricondotte a un unico pacchetto?

Apple

Apple sta lavorando per inserire microprocessori sempre più potenti in ognuno dei propri dispositivi.

Siri sta diventando più intelligente. Nel frattempo il big della Silicon Valley sta approfondendo la realtà aumentata, concedendo agli sviluppatori la possibilità di creare applicazioni in cui il nostro mondo fisico sia arricchito dai Pokémon fino a qualsiasi mobile Ikea che vogliamo provare nei nostri salotti. Tutte queste tecnologie, interfacciandosi con le case intelligenti, le auto intelligenti e le città intelligenti, costituiranno non solo un nuovo modo di interagire con i computer, ma un nuovo stile di vita. E, naturalmente, preoccupanti livelli di invasione della privacy.

Le acquisizioni di Apple (stando all’amministratore delegato, Tim Cook, compra una società ogni tre o quattro settimane) dovrebbero essere predittive circa le mosse future. Da quando ha acquistato Siri nel 2010, la Mela ha continuato a assorbire business nel campo dell’intelligenza artificiale: Lattice Data, Turi e Perceptio sono tutte specializzate in una qualche forma di machine learning. Infatti pare che il colosso di Cupertino stia mettendo a punto i propri chip per AI.

L’anteprima di iOS 11, caratterizzato da un’integrazione più profonda di Siri, lascia intendere la speranza di insegnare all’assistente praticamente tutte le attività su iPhone che attualmente eseguiamo mediante l’interfaccia touch. Inoltre, Apple ha concluso molte acquisizioni sul piano della realtà aumentata, la sovrapposizione di interfaccia computer e oggetti tridimensionali nel campo visivo di un essere umano, tra cui Primesense e Metaio. Cook si è detto talmente esaltato per la realtà aumentata da volerlo «gridare».

Entro il 2027 dovrebbe essere risolto il problema degli ingombranti visori per la realtà aumentata, come Microsoft HoloLens, il che significa che Apple e altri player potrebbero rilasciare una sorta di occhiali smart. Avranno la capacità di completare in modo convincente la nostra realtà visiva e uditiva, fornendo informazioni appropriate sul luogo e il momento, e pertanto offriranno un cambiamento culturale di una portata simile all’introduzione dello smartphone stesso.

«Con questo potenziamento la sfera psicologica legata al gesto di usare il telefono potrebbe cambiare drasticamente», afferma Ryan Walsh, partner della società di venture capital Floodgate che dal 2014 al 2016 ha diretto la gestione del prodotto per i media in Apple, «invece di usare il tuo telefono per allontanarti dal mondo, lo userai per unirti al mondo in maniera molto più profonda e più significativa».

Apple

La realtà aumentata e l’intelligenza artificiale beneficeranno anche dell’evoluzione dell’Internet delle cose: i gadget per la vita di tutti i giorni saranno tutti dotati di sensori, attuatori e connessione wireless.

Apple propone HomeKit per il controllo dei prodotti della casa intelligente, che aggrega le informazioni sulla salute di HealthKit e si connette all’auto con CarPlay, alla cassa dei negozi con Apple Pay e perfino a StairMaster con GymKit. Chiaramente intende collegare i dispositivi in catalogo a qualsiasi aspetto della vita.

Tutte le azioni nello spazio esterno e interno che abitiamo saranno mappate, ovvero combinate con il potere predittivo delle intelligenze artificiali e distribuite in una suite di dispositivi per cui Siri sarà diventato l’interfaccia predefinita, e il risultato potrebbe essere una vita diretta dai nostri dispositivi, una sorta di «storia a bivi» per la nostra routine quotidiana.

Apple

In un primo momento sarà una passeggiata. Avendo automaticamente riempito i nostri calendari con la pianificazione già esistente gestita dall’intelligenza artificiale, i nostri dispositivi ci accompagneranno da un’attività all’altra, suggerendo le opzioni per lo spostamento, trasporto pubblico o automobile volante. Ma la relazione cambierà quando l’intelligenza artificiale arriverà a sapere di più su di noi.

«Mentre fai una passeggiata il device potrebbe dirti: Hey, dovresti entrare qui, fanno un caffè fantastico e c’è anche una persona che potrebbe piacerti», ipotizza Jonathan Badeen, co-fondatore e chief strategy officer di Tinder.

Entro il 2027 Apple e i suoi rivali avranno consolidato un mondo basato sul compromesso: se vuoi che la tua vita sia migliorata dall’intelligenza artificiale dovrai sottoporti a una sorveglianza costante da parte dei tuoi dispositivi o, in molti casi, dai colossi tech stessi. Apple scommette che ti fiderai: la policy sulla privacy dell’azienda recita che non guarderà o condividerà i tuoi dati, che saranno crittografati in modo che altri non possano farne uso.

Abituarsi a questo non sarà facile. Proprio come entrare nell’auto o dormire in casa di un estraneo sembrava una follia prima di Uber e Airbnb. Nel 2027 la più importante novità di iPhone potrebbe essere la nostra disponibilità ad accettare cose che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare.

 

tradotto da The Wall Street Journal Europe

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Automobili senza volante: tra 20 anni è realtà. Technology-Push o Market-Pull ?

Automobili fra 20 anni sarà come avere oggi un cavallo nel garage

Negli ultimi anni, nel settore dei trasporti, si sta verificando una vera e propria evoluzione dei modelli socioculturali. In un periodo come questo, le aziende che investono in innovazione sono alla ricerca dell’innovazione radicale. Le ricerche che le multinazionali “automotive” stanno conducendo, costituiscono un nuovo paradigma tecnologico. Esiste un insieme di norme e di routine di ricerca che sono sempre più condivise da tutti gli ingegneri e scienziati, nel settore delle automobili. Cioè arrivare a costruire una automobile in grado di guidare senza il controllo umano.

E’ questo il futuro dell’auto tradizionale, quella con il volante e il guidatore umano, per Elon Musk, l’uomo che, secondo Forbes, sta provando a riscrivere il “trasporto sulla terra e nello spazio”, rispettivamente con le sue Tesla e SpaceX. Entro il 2037, Musk prevede che tutte le auto saranno a guida computerizzata, tanto che Tesla nei veicoli elettrici che produce ha già introdotto alcuni strumenti semi autonomi in grado di gestire determinati scenari di guida.

Molti produttori di auto pubblicano test, foto, filmati, esemplari e informazioni sulle ricerche. Questa divulgazione sul tema, contribuisce a preparare noi tutti ad una nuova innovazione tecnologica: in qualche modo a rassegnarci a non avere il timore di salire su una vettura che si muove autonomamente.

 

Automobili senza volante

 

Un’impresa che cerca l’innovazione radicale dei significati non si avvicina troppo ai suoi clienti, perchè il significato che essi danno alle cose è legato al regime socioculturale esistente. In questo caso però le aziende cercano un’innovazione radicale, ma con il consenso della clientela: una strategia technology-push e in qualche modo anche market-pull. Si cerca di preparare il consenso a una nuova tecnologia, fino a farla desiderare dai clienti, vincendo paure, attriti culturali e scetticismo.

 

Automobili senza volante

 

Musk parlando all’associazione nazionale dei governatori statunitensi, avverte che sarà necessario predisporre le auto di una adeguata difesa dagli attacchi degli hacker informatici.

Allo stesso tempo, ammette Musk, sarà necessario dotare i veicoli a guida autonoma di un comando interno che permetta all’umano di prendere il controllo del veicolo.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Design Thinking

YOUCAM MAKEUP: Design Thinking, realtà aumentata e il lungo viaggio

L’Oréal e Perfect Corporation annunciano una partnership globale che integra le collezioni dei cosmetici di marchi L’Oréal di tutto il mondo con YouCam Makeup, la premiata App di bellezza basata sulla realtà aumentata.

La collaborazione offre a centinaia di milioni di amanti della bellezza l’opportunità di sperimentare virtualmente le collezioni dei marchi L’Oréal. Acquisire informazioni sui prodotti e fare acquisti attraverso l’App o presso i negozi. YouCam Makeup è lo strumento che permette di integrare il mondo online e quello offline in modo unico e innovativo, creando esperienze seamless per il consumatore.

YouCam

La partnership è iniziata con L’Oréal Paris e Yves Saint Laurent in Giappone, dove è stata fatta una prima fase di sperimentazione con la clientela. Il progetto pilota giapponese, ha aiutato a capire le fasi di scelta del prodotto, e sopratutto cosa realmente cerca di ottenere il cliente quando compra il prodotto di cosmesi. Cioè quale è il lavoro che il prodotto aiuta a svolgere, il famoso “job to be done” di Clayton Christensen.

E’ evidente che il progetto pilota ha dato una chiara conferma della doppia natura della piattaforma, cioè prodotti di cosmesi + Beauty personal advisor digitale. La dimensione utilitaristica, cioè funzionalità e performance, e i simboli, cioè identità e emozioni: in poche parole i significati. Ulteriore conferma che i significati dettano il successo dei prodotti da sempre.

Anche questo progetto ha confermato che le persone sono attratte da prodotti in grado di suggerire un significato, trasmettere uno stile, e allo stesso tempo lasciano spazio ampio di interpretazione.

“I prodotti di successo sono quelli insieme ai quali è possibile intraprendere un lungo viaggio.”

Creare un ottimo prodotto di cosmesi non è più sufficiente. Per differenziarsi dalla competizione, L’Oréal Paris ha sentito la necessità di adottare una strategia di innovazione radicale. Anche se è necessario sviluppare e adottare nuove tecnologie, ciò che si sta facendo è stato ridefinire radicalmente il significato dei prodotti. L’Oréal Paris sta reinventando il processo di acquisto, e la ragione per cui le donne comprano prodotti di cosmesi. Ottimi prodotti, aiutano ad essere più belle, ma sopratutto aiutano ad intraprendere un gran bel lungo viaggio.

 

YouCam

Perfect Corp. e YouCam Makeup

Perfect Corp. è l’azienda che ha creato App di bellezza di straordinario successo. In particolare la “super App” di makeover virtuale YouCam Makeup, YouCam Perfect – Selfie Camera, i filtri animati per selfie YouCam Fun, e l’artista della manicure portatile YouCam Nails.

Perfect Corp. è stata fondata con l’obiettivo di ideare un viaggio di bellezza interattivo che permettesse ai consumatori di scoprire, provare e acquistare prodotti di bellezza. 

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Lo spirito di Innovazione, la religione dell’Innovazione e il sogno

Trovo interessante studiare e analizzare le best practices…

Interessante sapere come un’impresa ha ottenuto determinati risultati, quale strategia ha adottato, incluse personalizzazioni e/o integrazioni per la loro realtà.

Spesso prendo nota, leggo libri e mi segno idee, le elaboro e le condivido nelle presentazioni o nelle riunioni.

Ho notato che spesso le persone pensano di sapere molte cose, e le vogliono condividere.Vogliono adattare le best practice nella loro organizzazione, ma in realtà non è sempre così semplice. Si cerca la scorciatoia, e quindi si preferisce emulare la vita di altri, si preferisce copiare un metodo perchè piace, ignorando i diversi contesti.

Invece di pensare alle proprie best practice, invece di pensare a come migliorarsi, spesso puntano a imitare…

Lo spirito di innovazione viene sostituito dalla religione dell’innovazione.

È passata la riflessione. È passato il processo di scoperta. È uscito la proprietà che viene con la nascita di nuove intuizioni. Al suo posto? Simulazione. Imitazione. E, troppo spesso, il cieco di soluzioni preconfezionate.

Non sto dicendo che non c’è valore nel prestare attenzione alle migliori pratiche di altre persone. C’è, sicuramente.

Ma quando l’imitazione sostituisce l’idea e l’elaborazione, qualcosa si perde sempre e l’innovazione svanisce.

 

“Fate un elenco di tutti i prodotti straordinari del vostro settore.

Chi li ha realizzati !

Come hanno fatto ?

Ispiratevi alla loro condotta e siete già a metà strada verso la creazione di un prodotto straordinario vostro”

La Mucca Viola, Seth Godin

 

A volte si cerca l’approccio creativo, gli imprenditori di successo sono quelli che non accettano l’emulazione e reinterpretano l’approccio tradizionale. Con un forte focus di lungo termine sulla soddisfazione totale dei bisogni del cliente. In linea generale però le aziende “veramente imprenditoriali” tendono ad usare l’esperienza e l’intuizione per crearsi nuove opportunità e gestire le relazioni con il mercato.

Le aziende orientate al mercato tendono ad essere guidate da un progetto-sogno piuttosto che dalla ricerca di un mercato tradizionale. Queste imprese dimostrano una maggiore imprenditorialità nel modo in cui definiscono, concretizzano ed implementano le proprie strategie.

E’ il sogno che distingue tra imprenditorialità e capacità manageriali.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Leadership, StartUp e Progetti, strategia

Come innovare il tuo business in modo efficace e con successo

L’innovazione è diventata importante per il successo delle imprese. La tecnologia ha reso più facile espandersi a livello globale, raggiungere un pubblico maggiore e aumentare notevolmente i profitti.

Nel mercato globale c’è concorrenza globale, per raggiungere il successo e mantenerlo, è necessario adeguarsi agli standard globali. Ciò significa che per tenere il passo, le aziende devono assicurarsi che siano innovative e in grado di fornire continuamente prodotti e servizi nuovi e interessanti.
Se stai lavorando per rendere la tua azienda più innovativa, qui sotto troverai alcuni suggerimenti e consigli utili:

Fermati, libera la mente, e ragiona

Questo può sembrare controproducente, ma chiedere ad un imprenditore di successo quali sono i suoi suggerimenti per l’innovazione, lui ti dirà fermati e pensa “out of the box“.

Quando sei stressato, non riesci a sviluppare le idee migliori. La pressione costante del lavoro può ridurre le tue possibilità di essere innovativo e di essere “out of the box”. Fermarti e liberare la mente per un po’, può fare una grande differenza. Aiuta a ricaricare il tuo cervello, libera la tua testa e pensa meglio ai modi per portare avanti l’attività e i suoi prodotti.

Assicurati di scegliere i partner giusti

Ci vuole una squadra di successo per avere innovazione di successo. Assicurati di scegliere bene i consulenti, e di avere un proficuo confronto di pensieri ed opinioni.

Segui al meglio i tuoi clienti

Uno degli errori più grandi che puoi fare è cercare di essere innovativo per emulazione. E’ positivo sviluppare un nuovo prodotto o un nuovo servizio, ma se non interessa ai tuoi clienti, sarà controproducente.

Tieni sempre in considerazione i clienti in fase di sviluppo di nuovi prodotti o servizi. La vera innovazione deriva dal dare al cliente ciò che vogliono prima di rendersi conto che lo vogliono.

Ingaggia personale innovativo

Alcune persone sono naturalmente più innovative di altre. Quindi, se hai problemi con la tua squadra, è arrivato il momento di investire in un nuove assunzioni. Verifica bene i candidati che possono traghettare la tua azienda in una nuova prospettiva.

I Millennials sono particolarmente predisposti all’innovazione, in quanto sono cresciuti in questa era digitale.

Successo Millennials

Se non puoi permetterti di assumere nuovi dipendenti, cerca di aiutare il tuo personale a liberare la loro creatività. Ogni singolo dipendente può fare la differenza se gli viene data l’opportunità.

In definitiva, l’innovazione è fondamentale oggi per le aziende che vogliono crescere e svilupparsi in un mercato globale. La capacità di sviluppare la tua azienda in nuovi mercati, è ciò che ti distinguerà dalla concorrenza.

Hai bisogno di uscire dalla tua zona di comfort, e impara a pensare Out of the Box.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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