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Occhiali da Sole per i pagamenti: presto potrai pagare con i WaveShades

Oltre allo smartphone o lo smartwatch, useremo anche gli occhiali da Sole per pagare.

L’idea è di Visa, che all’Interactive festival SXSW ad Austin, in Texas, ha svelato un prototipo di occhiali da sole dotati di un chip per pagamenti senza fili.

Gli occhiali hi-tech sono identici a quelli tradizionali, se non per la presenza di un chip NFC che permette di saldare il conto alla cassa avvicinando gli occhiali a un POS abilitato.
Occhiali da Sole
In un’intervista alla CNBC, il responsabile del marketing per Visa Chris Curtin ha detto: “La nostra visione è quella di prendere oggetti che non si pensa possano consentire di fare pagamenti, come gli occhiali da sole o un anello, e spiegare al mercato che forse potrebbero consentire l’abilitazione dei pagamenti”.

Per Visa non si tratta della prima sperimentazione di dispositivi indossabili. La compagnia ha già testato sistemi di pagamento integrati in bracciali e anelli.

Il prototipo è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Visa e la startup Australiana Inamo che ha fornito i chip impermeabili.

Il funzionamento della nuova tecnologia ricalca quanto già avviene per le carte di credito dotate della medesima possibilità.

Infatti, all’interno di un normale paio di occhiali da sole è stato inserito un piccolissimo chip abilitato per i pagamenti senza strisciata. Appoggiando la stanghetta degli occhiali sul POS abilitato. Al momento Visa permette i pagamenti effettuati attraverso una carta prepagata e non una carta di credito.

La scelta di realizzare gli occhiali  è presto spiegata anche dalla competizione di surfisti scelta per la presentazione. L’Australia è famosa per il proprio mare e le proprie spiagge. Integrare un sistema di pagamento all’interno degli occhiali da sole, accessorio imprescindibile in questo continente, permette di portare sempre con sé un portafoglio senza il rischio di perderlo tra la sabbia o tra le onde.

Nel caso preso in considerazione da Visa, vengono utilizzati occhiali da sole, ma la caratteristica smart potrebbe estendersi anche a quelli da vista. Al momento però non ci sono versioni disponibili per il pubblico né si conosce l’eventuale futura disponibilità. Il prototipo, allo stato attuale, serve per cercare nuovi partner e sponsor per portare avanti lo sviluppo.

 

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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In India i pagamenti arriveranno via WhatsApp

L’India potrebbe essere il primo Paese nel quale WhatsApp si prepara a lanciare un proprio servizio per i pagamenti digitali su piattaforma mobili

Lo sostengono agenzie locali, precisando che WhatsApp dovrebbe appoggiarsi a UPI (Unified Payments Interface), un sistema di pagamento lanciato dalla National Payments Corporation indiana e regolato dalla Reserve Bank of India, che per l’appunto abilita il trasferimento di fondi tra due account via piattaforme mobili.

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Lo sostengono agenzie locali, precisando che WhatsApp dovrebbe appoggiarsi a UPI (Unified Payments Interface), un sistema di pagamento lanciato dalla National Payments Corporation indiana e regolato dalla Reserve Bank of India, che per l’appunto abilita il trasferimento di fondi tra due account via piattaforme mobili.

Il mercato indiano è particolarmente interessante per WhatsApp, che conta nel Paese oltre 200 milioni di utenti. Non è un caso che la società, che conterebbe di lanciare il servizio entro i prossimi sei mesi, si è posta l’obiettivo di contribuire fattivamente alla crescita del mercato digitale nel Paese.

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