Business Model, Design Innovation, Design Thinking, Metodi, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Studi e white paper

Come creare una cultura di innovazione e innovare imparando

Oggi è impossibile sopravvivere nel mercato attuale senza acquisire la capacità di innovare “in modo continuo” i propri prodotti e i propri servizi. Tutto ciò che una azienda produce, sarà fatto anche da qualcun altro entro breve tempo, a costi inferiori e probabilmente a pari qualità, se non superiore.

Questa asserzione è ormai vera in qualsiasi ambito. L’idea comune è che innovare vuol dire “fare qualcosa di straordinario“, fuori dalla routine giornaliera. Qualcosa che generalmente ha anche lunghi tempi di gestazione, magari in capo a pochi gruppi di persone dedicate. Analizzando l’innovare in aziende “note per essere avanzate” nella Ricerca & Sviluppo, scopriamo che non si può parlare di innovazione separando l’uomo dall’azienda e il prodotto dai processi.

Innovare e imparare

Ci sono diversi termini che possiamo sentire quando si parla di aziende che lo fanno bene: aziende agili, IoT, Industria 4.0, organizzazioni “learning” e culture innovative sono solo alcuni. Questi ambienti rispettano cinque strategie chiave culturali e strutturali.

1. Clienti felici

Le organizzazioni dovrebbero raccogliere le raccomandazioni dei clienti e sviluppare un processo per valutare e dare priorità a coloro che hanno la più alta probabilità di soddisfare gli obiettivi del cliente e rimanere quindi al di sopra della concorrenza.

Come stai cercando i feedback per determinare le priorità e la soddisfazione ? Stai creando una relazione con i clienti che potrebbe essere descritta in modo più accurato come una partnership ? e stimolare un rapporto aperto con i clienti. Inoltre, sollecitare commenti formali su base periodica.

2. Collaborare attivamente

Le organizzazioni devono passare dall’elaborazione passo-passo a una trasversale. Tutti i dipartimenti coinvolti devono essere aggiornati e lavorare contemporaneamente in naturale sintonia. Le organizzazioni collaborative creano prototipi di elevata qualità – e lo fanno più rapidamente.

Oltre a una struttura collaborativa, è importante creare un ambiente in cui ogni elemento del team si sente sicuro e incoraggiato a contribuire. Questa collaborazione contrasta con le organizzazioni in cui “persone speciali” contribuiscono più spesso di altri.

innovare e collaborare

3. Studiare e sperimentare rigorosamente

I team devono studiare i problemi e presentare soluzioni ben integrate e rigorose. Spostando l’attenzione sul metodo scientifico, le squadre imparano a formulare un’ipotesi, testare l’ipotesi e apprendere e perfezionare rapidamente le soluzioni.

L’idea di sperimentazione può sembrare contro-culturale, e se fatta male, può essere costosa. Ma quando i team sviluppano competenze mediante collaborazioni e studi rigorosi, maturano il senso della sperimentazione.

Avete sfide e opportunità che potrebbero essere risolte più rapidamente prendendo un approccio più scientifico, magari abbreviando l’analisi e iniziando la sperimentazione ?

Innovare audit

4. Accelerare le decisioni e imparare

Il processo decisionale è elemento fondamentale della sperimentazione. Il team deve prendere le decisioni ottimali, e più rapidamente possibile. Queste decisioni devono essere aperte e successivamente riesaminate in un’ottica di ottimizzazione. Cioè le decisioni devono essere raffinate in modo continuo. Dal “flip flopping” all’ “apprendimento“.

L’organizzazione ottimale è quella che offre formazione per aiutare il personale a combinare i processi decisionali rigorosi “basati sui dati” con decisioni intuitive per sfruttare la potenza di entrambi. In questo modo si sostiene il processo di sperimentazione. I partecipanti imparano e le decisioni precedenti verranno riesaminate nei momenti opportuni.

5. Adattabilità e resilienza

I leader devono valorizzare l’adattabilità, la flessibilità e la curiosità dei loro dipendenti. Queste abilità supportano la capacità di gestire un rapido cambiamento. I dipendenti devono essere flessibili e concentrati di fronte ai cambiamenti in corso. Hanno bisogno della capacità di sentirsi a proprio agio e supportati dai loro colleghi in modo da poter adattarsi al cambiamento pianificato e non pianificato con creatività e concentrazione.

Non basta dire alle persone di essere più resilienti, quindi aspettarsi che rispondano alle e-mail per 20 ore alla settimana.

L’evoluzione di una organizzazione, per diventare più innovativa e pronta ai cambiamenti richiede uno sforzo strutturato per aggiornare la cultura, i sistemi e gli accordi che supportano le funzioni.

Chiarire il modo con cui un’organizzazione promuove questi cinque elementi, sarà un grande progresso per diventare un’organizzazione innovativa.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

Condividi con noi:
Modelli di business, Prodotto, StartUp e Progetti, Tecnologia

Apple: Tra 10 anni niente smartphone, ma sarà possibile ?

Nel giro di 10 anni tutte le applicazioni e i servizi utilizzati tramite lo smartphone di Cupertino si sposteranno verso altri dispositivi più comodi, una rete di computer, batterie e sensori da indossare. Governati dall’intelligenza artificiale

È il 2027 e stai camminando per strada, fiducioso che arriverai alla tua destinazione anche se non sai dove sia. Potresti anche non ricordare perché il dispositivo ti sta dicendo di andarci. Una voce nell’orecchio ti fornisce le indicazioni passo dopo passo e, nel frattempo, ti prepara per l’appuntamento. Oh, giusto, dovrai fare un colloquio a un educatore cinofilo per la tua attività di supporto psicologico agli animali domestici. Arrivi al caffè, ti guardi intorno e una donna che non conosci si avvicina. Un display che puoi visualizzare solo tu rileva il suo volto e, proprio come in Terminator, provvede a scrivere accanto in stampatello il suo nome. Successivamente potrai disporre di una trascrizione generata automaticamente di tutto ciò che vi siete detti.

Apple

Nel 2017 l’ iPhone festeggia il decimo anniversario del lancio sul mercato ed è ancora uno dei prodotti di consumo più riusciti della storia. Ma quando celebrerà il ventesimo, il concetto di «telefono» sarà stato completamente sradicato: lo scenario dell’incontro con lo psicologo per cani ti riguarderà anche se non hai un iPhone in tasca.

Certo, Apple potrebbe ancora proporre il lucente mattoncino. (a quel punto gli iPhone forse saranno sottili e pieghevoli, oppure avvolgibili in rotoli come i papiri dell’antichità.) Ma la suite di applicazioni e servizi attualmente incentrata sulla sua versione fisica sarà migrata verso altri dispositivi più comodi e altrettanto performanti: una «rete corporea» di computer, batterie e sensori che risiedono sui nostri polsi, nelle nostre orecchie, sui nostri volti e chissà dove altro. Cercare di prevedere dove arriverà la tecnologia nell’arco di una decina d’anni può essere un’impresa folle, ma quante altre volte così tante tendenze emergenti potevano essere ricondotte a un unico pacchetto?

Apple

Apple sta lavorando per inserire microprocessori sempre più potenti in ognuno dei propri dispositivi.

Siri sta diventando più intelligente. Nel frattempo il big della Silicon Valley sta approfondendo la realtà aumentata, concedendo agli sviluppatori la possibilità di creare applicazioni in cui il nostro mondo fisico sia arricchito dai Pokémon fino a qualsiasi mobile Ikea che vogliamo provare nei nostri salotti. Tutte queste tecnologie, interfacciandosi con le case intelligenti, le auto intelligenti e le città intelligenti, costituiranno non solo un nuovo modo di interagire con i computer, ma un nuovo stile di vita. E, naturalmente, preoccupanti livelli di invasione della privacy.

Le acquisizioni di Apple (stando all’amministratore delegato, Tim Cook, compra una società ogni tre o quattro settimane) dovrebbero essere predittive circa le mosse future. Da quando ha acquistato Siri nel 2010, la Mela ha continuato a assorbire business nel campo dell’intelligenza artificiale: Lattice Data, Turi e Perceptio sono tutte specializzate in una qualche forma di machine learning. Infatti pare che il colosso di Cupertino stia mettendo a punto i propri chip per AI.

L’anteprima di iOS 11, caratterizzato da un’integrazione più profonda di Siri, lascia intendere la speranza di insegnare all’assistente praticamente tutte le attività su iPhone che attualmente eseguiamo mediante l’interfaccia touch. Inoltre, Apple ha concluso molte acquisizioni sul piano della realtà aumentata, la sovrapposizione di interfaccia computer e oggetti tridimensionali nel campo visivo di un essere umano, tra cui Primesense e Metaio. Cook si è detto talmente esaltato per la realtà aumentata da volerlo «gridare».

Entro il 2027 dovrebbe essere risolto il problema degli ingombranti visori per la realtà aumentata, come Microsoft HoloLens, il che significa che Apple e altri player potrebbero rilasciare una sorta di occhiali smart. Avranno la capacità di completare in modo convincente la nostra realtà visiva e uditiva, fornendo informazioni appropriate sul luogo e il momento, e pertanto offriranno un cambiamento culturale di una portata simile all’introduzione dello smartphone stesso.

«Con questo potenziamento la sfera psicologica legata al gesto di usare il telefono potrebbe cambiare drasticamente», afferma Ryan Walsh, partner della società di venture capital Floodgate che dal 2014 al 2016 ha diretto la gestione del prodotto per i media in Apple, «invece di usare il tuo telefono per allontanarti dal mondo, lo userai per unirti al mondo in maniera molto più profonda e più significativa».

Apple

La realtà aumentata e l’intelligenza artificiale beneficeranno anche dell’evoluzione dell’Internet delle cose: i gadget per la vita di tutti i giorni saranno tutti dotati di sensori, attuatori e connessione wireless.

Apple propone HomeKit per il controllo dei prodotti della casa intelligente, che aggrega le informazioni sulla salute di HealthKit e si connette all’auto con CarPlay, alla cassa dei negozi con Apple Pay e perfino a StairMaster con GymKit. Chiaramente intende collegare i dispositivi in catalogo a qualsiasi aspetto della vita.

Tutte le azioni nello spazio esterno e interno che abitiamo saranno mappate, ovvero combinate con il potere predittivo delle intelligenze artificiali e distribuite in una suite di dispositivi per cui Siri sarà diventato l’interfaccia predefinita, e il risultato potrebbe essere una vita diretta dai nostri dispositivi, una sorta di «storia a bivi» per la nostra routine quotidiana.

Apple

In un primo momento sarà una passeggiata. Avendo automaticamente riempito i nostri calendari con la pianificazione già esistente gestita dall’intelligenza artificiale, i nostri dispositivi ci accompagneranno da un’attività all’altra, suggerendo le opzioni per lo spostamento, trasporto pubblico o automobile volante. Ma la relazione cambierà quando l’intelligenza artificiale arriverà a sapere di più su di noi.

«Mentre fai una passeggiata il device potrebbe dirti: Hey, dovresti entrare qui, fanno un caffè fantastico e c’è anche una persona che potrebbe piacerti», ipotizza Jonathan Badeen, co-fondatore e chief strategy officer di Tinder.

Entro il 2027 Apple e i suoi rivali avranno consolidato un mondo basato sul compromesso: se vuoi che la tua vita sia migliorata dall’intelligenza artificiale dovrai sottoporti a una sorveglianza costante da parte dei tuoi dispositivi o, in molti casi, dai colossi tech stessi. Apple scommette che ti fiderai: la policy sulla privacy dell’azienda recita che non guarderà o condividerà i tuoi dati, che saranno crittografati in modo che altri non possano farne uso.

Abituarsi a questo non sarà facile. Proprio come entrare nell’auto o dormire in casa di un estraneo sembrava una follia prima di Uber e Airbnb. Nel 2027 la più importante novità di iPhone potrebbe essere la nostra disponibilità ad accettare cose che oggi non siamo nemmeno in grado di immaginare.

 

tradotto da The Wall Street Journal Europe

Condividi con noi:
Design Innovation, Design Thinking, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Tecnologia

Automobili senza volante: tra 20 anni è realtà. Technology-Push o Market-Pull ?

Automobili fra 20 anni sarà come avere oggi un cavallo nel garage

Negli ultimi anni, nel settore dei trasporti, si sta verificando una vera e propria evoluzione dei modelli socioculturali. In un periodo come questo, le aziende che investono in innovazione sono alla ricerca dell’innovazione radicale. Le ricerche che le multinazionali “automotive” stanno conducendo, costituiscono un nuovo paradigma tecnologico. Esiste un insieme di norme e di routine di ricerca che sono sempre più condivise da tutti gli ingegneri e scienziati, nel settore delle automobili. Cioè arrivare a costruire una automobile in grado di guidare senza il controllo umano.

E’ questo il futuro dell’auto tradizionale, quella con il volante e il guidatore umano, per Elon Musk, l’uomo che, secondo Forbes, sta provando a riscrivere il “trasporto sulla terra e nello spazio”, rispettivamente con le sue Tesla e SpaceX. Entro il 2037, Musk prevede che tutte le auto saranno a guida computerizzata, tanto che Tesla nei veicoli elettrici che produce ha già introdotto alcuni strumenti semi autonomi in grado di gestire determinati scenari di guida.

Molti produttori di auto pubblicano test, foto, filmati, esemplari e informazioni sulle ricerche. Questa divulgazione sul tema, contribuisce a preparare noi tutti ad una nuova innovazione tecnologica: in qualche modo a rassegnarci a non avere il timore di salire su una vettura che si muove autonomamente.

 

Automobili senza volante

 

Un’impresa che cerca l’innovazione radicale dei significati non si avvicina troppo ai suoi clienti, perchè il significato che essi danno alle cose è legato al regime socioculturale esistente. In questo caso però le aziende cercano un’innovazione radicale, ma con il consenso della clientela: una strategia technology-push e in qualche modo anche market-pull. Si cerca di preparare il consenso a una nuova tecnologia, fino a farla desiderare dai clienti, vincendo paure, attriti culturali e scetticismo.

 

Automobili senza volante

 

Musk parlando all’associazione nazionale dei governatori statunitensi, avverte che sarà necessario predisporre le auto di una adeguata difesa dagli attacchi degli hacker informatici.

Allo stesso tempo, ammette Musk, sarà necessario dotare i veicoli a guida autonoma di un comando interno che permetta all’umano di prendere il controllo del veicolo.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

Condividi con noi:
Leadership, StartUp e Progetti, strategia

Come innovare il tuo business in modo efficace e con successo

L’innovazione è diventata importante per il successo delle imprese. La tecnologia ha reso più facile espandersi a livello globale, raggiungere un pubblico maggiore e aumentare notevolmente i profitti.

Nel mercato globale c’è concorrenza globale, per raggiungere il successo e mantenerlo, è necessario adeguarsi agli standard globali. Ciò significa che per tenere il passo, le aziende devono assicurarsi che siano innovative e in grado di fornire continuamente prodotti e servizi nuovi e interessanti.
Se stai lavorando per rendere la tua azienda più innovativa, qui sotto troverai alcuni suggerimenti e consigli utili:

Fermati, libera la mente, e ragiona

Questo può sembrare controproducente, ma chiedere ad un imprenditore di successo quali sono i suoi suggerimenti per l’innovazione, lui ti dirà fermati e pensa “out of the box“.

Quando sei stressato, non riesci a sviluppare le idee migliori. La pressione costante del lavoro può ridurre le tue possibilità di essere innovativo e di essere “out of the box”. Fermarti e liberare la mente per un po’, può fare una grande differenza. Aiuta a ricaricare il tuo cervello, libera la tua testa e pensa meglio ai modi per portare avanti l’attività e i suoi prodotti.

Assicurati di scegliere i partner giusti

Ci vuole una squadra di successo per avere innovazione di successo. Assicurati di scegliere bene i consulenti, e di avere un proficuo confronto di pensieri ed opinioni.

Segui al meglio i tuoi clienti

Uno degli errori più grandi che puoi fare è cercare di essere innovativo per emulazione. E’ positivo sviluppare un nuovo prodotto o un nuovo servizio, ma se non interessa ai tuoi clienti, sarà controproducente.

Tieni sempre in considerazione i clienti in fase di sviluppo di nuovi prodotti o servizi. La vera innovazione deriva dal dare al cliente ciò che vogliono prima di rendersi conto che lo vogliono.

Ingaggia personale innovativo

Alcune persone sono naturalmente più innovative di altre. Quindi, se hai problemi con la tua squadra, è arrivato il momento di investire in un nuove assunzioni. Verifica bene i candidati che possono traghettare la tua azienda in una nuova prospettiva.

I Millennials sono particolarmente predisposti all’innovazione, in quanto sono cresciuti in questa era digitale.

Successo Millennials

Se non puoi permetterti di assumere nuovi dipendenti, cerca di aiutare il tuo personale a liberare la loro creatività. Ogni singolo dipendente può fare la differenza se gli viene data l’opportunità.

In definitiva, l’innovazione è fondamentale oggi per le aziende che vogliono crescere e svilupparsi in un mercato globale. La capacità di sviluppare la tua azienda in nuovi mercati, è ciò che ti distinguerà dalla concorrenza.

Hai bisogno di uscire dalla tua zona di comfort, e impara a pensare Out of the Box.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

Condividi con noi:
Business Model, ecommerce, Esperienza di acquisto, Metodi, Oceano Blu, StartUp e Progetti, strategia

L’importanza di essere i primi: Google testa controllo traffico droni

Google vuole controllare il traffico dei droni. Seguiamo la strategia dell’essere i primi e/o essere i più bravi in un nuovo mercato.

Il mercato dei droni fa gola a molti in silicon valley, un po’ meno nel vecchio continente. Google, ancora una volta, vuole essere in prima linea ma non solo, vuole essere anche il migliore player sin dall’inizio. Quindi si è mossa per testare un suo sistema di controllo del traffico aereo dei velivoli, senza pilota, in prove coordinate dalla Nasa e dall’ente americano per l’aviazione civile (Faa).

Google Controllo droni

Prima che migliaia di droni invadano i cieli per le consegne di pacchi c’è infatti bisogno di un sistema che ne controlli il traffico aereo, per assicurarsi che non avvengano collisioni. Il team di Google che lavora ai droni, Project Wing, ha messo a punto un suo sistema o lo ha testato al Virginia Tech dove la Faa ha creato un sito per testare dispositivi e tecnologie.

Nei test, riporta il sito Recode, il team di Google è riuscito a monitorare da un’unica piattaforma i percorsi di volo di più droni contemporaneamente, tre di Project Wing impegnati in consegne e due di altre compagnie che simulavano operazioni di ricerca e salvataggio. Grazie al software i droni riuscivano a controllarsi l’un l’altro senza l’intervento manuale di un operatore per evitare collisioni.

Esperimenti importanti visti gli sforzi non solo di Google ma anche di altre compagnie, Amazon in testa, per riuscire a lanciare servizi commerciali di consegne con i droni.

L’interessamento di Google al mercato dei droni, e di altri player americani, mi fa venire in mente una citazione del Prof. Romano Prodi: “le nuove caravelle della globalizzazione”. L’iNiña, l’ePinta e la Wikimaría. Il problema – dice Prodi – è che le caravelle, cioè le reti, sono tutte “americane o cinesi”

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

Condividi con noi:
digitale, ecommerce, Esperienza di acquisto, Metodi, Prodotto, StartUp e Progetti, Tecnologia

Perchè Fire phone di Amazon è stato un fallimento. Arriva Ice

Dopo soli due mesi dal lancio di Fire smartphone da parte di Amazon, il prodotto ha deluso le aspettative.

Gli stessi clienti di Amazon hanno dato allo smartphone una valutazione deludente, pari a 2,6 stelle su 5. Leggendo i feedback, le definizioni più comuni sono state “da dimenticare” e “mediocre”.
Amazon contava di acquisire una fetta significativa dell’enorme mercato mondiale degli Smartphone, dominato da rivali come Apple (AAPL, -0,15%), Google (GOOG, + 0,24%) e Samsung. Inoltre, Fire avrebbe dovuto aiutare le vendite sul negozio online di Amazon, facilitandone la ricerca e l’acquisto di prodotti. L’esperienza per Amazon è stata molto deludente, e non è chiaro se riuscirà a recuperare il suo flop.

Amazon's fire
Amazon’s fire

Le probabilità di successo di Amazon, nel mercato degli smartphone, sono sempre state molto basse. Il prodotto fire phone non ha mostrato elementi di innovazione, sembrava essere un dispositivo adeguato con caratteristiche comparabili agli altri sul mercato in termini di schermo, fotocamera e memoria. Ciò che avrebbe potuto caratterizzare e distingue il prodotto è un effetto tridimensionale per la grafica. Su determinate applicazioni e un’applicazione denominata Firefly che consente agli acquirenti dei negozi di Amazon di individuare facilmente più di 100 milioni di prodotti diversi e di acquistarli online.
Ma in un mercato dominato da dispositivi Apple e Android, distribuire un prodotto “adeguato” non basta. Per distinguersi, uno smartphone come Fire phone avrebbe dovuto avere caratteristiche hardware e software assolutamente innovative.
“Se si fosse presentato con questo telefono molto tempo fa, avrebbero potuto avere molta più attenzione”, dice Frank Gillett, un analista di Forrester.
Robert Brunner, che ha lavorato come direttore di design industriale di Apple dal 1989 al 1997 e successivamente ha collaborato alla progettazione del primo lettore di e-reader Amazon, ha dato una valutazione molto più pessimistica. “Per essere franco, il telefono Amazon ha zero cache”, dice. “Il design stesso è neutro”.

Amazon's fire
Amazon’s fire

Inoltr, fire è stato il più sfacciato tentativo, da parte di qualsiasi creatore di smartphone, per bloccare i propri utenti nel proprio ecosistema di prodotti. Certamente, l’iPhone ha da molto tempo guidato gli utenti verso i servizi di Apple, e gli utenti Android anche per le offerte di Google. Amazon ha fatto un passo avanti aggiungendo un pulsante “Buy” sul lato del telefono Fire. Fai clic su di esso e sei a pochi passi dalla consegna in due giorni.
“Personalmente ho sentito che il pulsante ‘Buy’ era un po ‘forzato”, dice Yves Behar, il pluripremiato designer industriale svizzero, “C’erano modi più eleganti per introdurlo.”
Amazon ha anche sbagliato il canale di vendita. I dispositivi Android e gli iPhone sono sugli scaffali di migliaia di rivenditori fisici e di tutti e quattro i principali carrier americani. Per comprare Fire phone, devi andare su Amazon.com, e su alcuni store come Best Buy.

Amazon ci riprova con gli smartphone.

Dopo il flop del “Fire Phone”, la compagnia di Jeff Bezos potrebbe mettere in commercio un nuovo telefono: “Ice”. Stando alle indiscrezioni riportate dal sito Gadget360 di Ndtv, lo smartphone avrebbe accesso completo ai servizi e alle applicazioni di Google, compreso il negozio di app Play Store.

Amazon's fire
Amazon’s fire

Se il “Fire” era pensato per i mercati occidentali e segnatamente per gli Stati Uniti, la linea di smartphone “Ice” guarderebbe invece ai mercati emergenti come l’India. Stando alle fonti citate, Amazon avrebbe intenzione di portare almeno un modello sugli scaffali indiani entro l’anno.

Uno dei dispositivi avrebbe display compreso tra i 5,2 e i 5,5 pollici, 2GB di Ram e 16GB di memoria, fotocamera da 13 megapixel e lettore per le impronte digitali. Al momento del lancio, il prezzo potrebbe aggirarsi intorno alle 6mila rupie, un’ottantina di euro.

Condividi con noi:
ecommerce, Fashion, Leadership, Oceano Blu, Prodotto, SocialNetworks, StartUp e Progetti, strategia, Tecnologia

Snapchat lancia ‘Spectacles’ anche in Italia, un’altra innovazione di Valore ?

Possibile acquistare ‘Spectacles’ anche dai distributori automatici, si parte da Venezia

Gli occhiali-telecamera Spectacles, lanciati qualche mese fa da Snapchat, arrivano anche in Italia. L’app di messaggi ‘usa e getta’ amata dai giovanissimi. La curiosità è che l’acquisto, oltre che online, potrà avvenire attraverso distributori messi per strada. In Italia il primo sarà installato a Venezia, a seguire sono previsti altre città.

Spectacles
Gli Spectacles sembrano occhiali da sole, e costano più o meno lo stesso. La novità è che permettono di girare brevi video (‘snap’) da 10 a 30 secondi con un tocco sull’asticella laterale. Video che poi si possono condividere su Snapchat.

SpectaclesDurante la registrazione si accenderà una spia luminosa sia all’interno sia all’esterno degli occhiali per avvisare che è in corso una registrazione.

Oltre che in Italia, gli occhiali Spectacles sono venduti anche nel  Regno Unito, in Germania, Francia e Spagna.

Pubblicità in Time Square

Snapchat ha avuto 166 milioni di utenti attivi in una giornata nel primo trimestre 2017, di cui 55 milioni in Europa.

Lanciati questo autunno, gli Spectacles sono il primo prodotto “hardware” di Snap, compagnia madre dell’app per i messaggi usa e getta che tanto piace ai teenager. Non sono dei veri e propri occhiali “intelligenti” e “tuttofare” come i Google Glass, ma piuttosto un accessorio di tendenza, dal design accattivante. Il plus tecnologico sta nel fatto che consentono di registrare e condividere video. Ovviamente sulla piattaforma dell’app del fantasmino giallo. Il prodotto sta destando una grande curiosità negli Stati Uniti, viste anche le modalità di vendita: gli Spectacles si possono acquistare da distributori automatici particolarmente vistosi – chiamati Bot – che spuntano a sorpresa, e ‘a tempo’, nelle città. L’unico negozio fisso è a New York.

Snapchat ci regala un bellissimo esempio di Innovazione di Prodotto, proviamo a fare un breve ragionamento:

Vedremo se l’innovazione di prodotto andrà a soddisfare un nuovo settore, creando innovazione di valore. Chiaramente il prodotto è stato pensato per soddisfare direttamente un’esigenza dell’utenza, esprimendo un’idea smart sia nel concetto che nell’esecuzione. La distribuzione è stata pensata per arrivare direttamente all’utente finale, online o con i distributori automatici, tagliando fuori la catena di distribuzione/influencer tradizionali: cioè i negozi. Il mercato risponderà positivamente se l’appeal funzionale renderà l’occhiale da sole tecnologico maggiormente acquistabile rispetto quello tradizionale. Considerando anche che l’appeal emotivo aumenterà pubblicando il risultato direttamente su SnapShat.

Staremo a vedere se Spectacles saranno la porta di accesso ad un nuovo oceano blu, cioè se l‘innovazione di prodotto sarà Innovazione di valore.

 

Condividi con noi:
Oceano Blu, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Tecnologia

Apple: al via i chip per Intelligenza artificiale

Apple pronta a rilanciare la sfida a Google e Amazon sul fronte dell’intelligenza artificiale:

la sua carta segreta potrebbe chiamarsi “Apple Neural Engine”. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, la compagnia di Cupertino sta lavorando a chip votati esclusivamente alla gestione di funzioni legate all’intelligenza artificiale, come il riconoscimento vocale, facciale, la realtà aumentata.

Foto: Ansa
Foto: Ansa

Apple è stata tra i primi colossi tecnologici a buttarsi nel settore dell’intelligenza artificiale (AI) con Siri, nel 2011. Da allora i rivali – in primis Google e Amazon – si sono rivelati molto più aggressivi integrando tecnologie di AI in diversi prodotti, dalle app ai dispositivi “assistenti da salotto” Google “Home” e Amazon “Echo”.

Con un processore pensato per la gestione delle complesse operazioni di un’intelligenza artificiale, Apple potrebbe rendere ancora più avanzato l’assistente virtuale Siri e magari debuttare, come si vocifera, con un suo assistente da salotto. Ma non solo. Tali chip potrebbero servire per portare funzioni più avanzate anche in un’auto a guida autonoma o in gadget che sfruttano la realtà aumentata.

Copyright © 2017 ANSA. All rights reserved.
Strategia Oceano Blu
Strategia Oceano Blu

La semplicità nella strategia è sempre un elemento fondamentale, aggirare la concorrenza, aprire un nuovo mercato o creare uno spazio di mercato nuovo. La tecnologia si conferma come un settore alla continua ricerca di uno spazio libero dalla concorrenza.

Condividi con noi:
Digital Trasformation, digitale, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Tecnologia

Digital Transformation: Software selection

Il mercato dei software enterprise, qualunque sia l’ambito aziendale da prendere in considerazione, è ricco di soluzioni spesso difficili da confrontare in un quadro completo di funzioni, prezzi, aspettative.

Che si parli di ERP o CRM, o di altri gestionali, il compito del manager ICT o del responsabile dell’approvvigionamento di innovazione può risultare lungo e ricco di dettagli da seguire. Ma niente paura! Con i tempi giusti, e avendo ben presente gli obiettivi di business del proprio contesto aziendale, si può portare a conclusione in modo agevole la software selection.

Digital Transformation
Digital Transformation

Per prima cosa, bisogna tenere a mente che la selezione del software miglioreè essa stessa un processo. Quindi, è composto da fasi strutturali da svolgere in sequenza con l’ausilio di diversi protagonisti. Indicativamente, ne possiamo individuare almeno sei:

  • analisi dell’attuale business aziendale e dei suoi obiettivi,
  • dettaglio delle aspettative riposte nella soluzione da acquisire,
  • pre-selezione ed analisi tecnica dei software sul mercato,
  • analisi dei software dal punto di vista delle risorse umane che lo utilizzeranno e della loro organizzazione,
  • analisi dei servizi attesi delle soluzioni pre-selezionate,
  • svolgimento della trattativa, scelta e acquisto.

La selezione del software migliore, al pari dei processi interni che questo dovrà seguire… è essa stessa un processo

Sei fasi dunque, ognuna dotata di diversi task. In questo post vediamo nel dettaglio la prima: l’analisi del business dell’impresa e dei suoi obiettivi strategici, pre-condizione per ogni processo di software selection (e le soluzioni sul mercato, in questa prima fase, non vengono ancora minimamente prese in considerazione). Non è mai inutile ripeterlo: avere chiaro lo scopo dell’azienda e il relativo mandato della direzione significa capire meglio qual è la soluzione ICT da cercare; e significa anche garantirsi una maggior longevità del software.

Software selection
Software selection

Ecco quindi i task di questa fase preliminare di selezione.

1. Analisi del processo interessato

Può sembrare scontato, non lo è: anche la software selection spesso manca il suo obiettivo per una non approfondita analisi dei processi che deve soddisfare. Ecco allora che la mappatura del diagramma degli stati è un momento fondamentale e coinvolge gli analisti di business dell’impresa.

Non solo: il singolo diagramma si integra con processi interni ulteriori, magari afferenti ad altre funzioni aziendali. “Cosa succede quando questo documento informatico viene dato in output? Attraverso quali passaggi arriva in direzione o in amministrazione?” Sono tutte domande da porsi preventivamente.

2. Elementi chiave del processo

Ogni business ha alcuni momenti chiave, più importanti degli altri: sono i fattori critici di successo. “Il fattore critico di successo (CSF) è un elemento necessario ad un’organizzazione o ad un progetto per realizzare la sua missione” (da Wikipedia).

È chiaro che, se uno o più di questi fattori critici di successo (decisi e definiti dall’azienda) coinvolgono il processo che si vuole automatizzare o modernizzare con la nuova soluzione, la software selection non potrà non tenerne conto. Dando la priorità, per esempio, a quelle soluzioni sul mercato che mettono in risalto i CSF considerati.

3. Aspetti del processo divenuti inadeguati

Nel corso del tempo, alcuni processi possono diventare inadeguati rispetto al loro scopo (a causa di cambiamenti esterni, per l’inserimento di nuovi prodotti o servizi a essi collegati). Per questo motivo una loro fotografia dettagliata, preliminare o meno rispetto alla selezione del software di classe enterprise, potrà mettere in luce alcune lacune: output insoddisfacenti rispetto alle necessità, fasi ancora manuali e non presidiate, integrazioni mancanti… e risultano non conformi alle nuove esigenze generate dal business: quindi pesano sui costi di lavorazione e, di riflesso, sul prodotto/servizio finale offerto al cliente e più in generale sull’efficienza dell’azienda nel suo complesso.

Un buon software, se ben scelto o ben progettato, potrà porre rimedio a queste inadeguatezze. Ma prima, come nelle altre fasi di selezione, bisogna sapere con precisione cosa cercare sul mercato ICT dettagliando i requisiti.

4.    Il workflow

Il workflow (la gestione elettronica dei processi lavorativi) tiene conto delle regole di passaggio di stato tra dipartimenti. L’obiettivo di avere un workflow “robusto” deve diventare sempre di più motore del cambiamento, possibilmente adottando motori di regole.

L’obiettivo di avere un workflow “robusto” deve diventare sempre di più motore del cambiamento, possibilmente adottando motori di regole.

Per questo l’analisi preliminare a una software selection deve considerare quali fasi automatizzate già si integrino bene (lo vedremo in un ulteriore post), con output adeguati agli input per costi e tempi impiegati. Il segreto è nel concetto che la semplicità è un traguardo.

Limitatamente a questo aspetto, il workflow del software da selezionare e acquisire dovrà essere se possibile semplice ma migliore di quello precedente.

5.    Aspettative sul futuro del business e dei processi

Ultima ma non ultima, la visione del futuro del business aziendale: la strategia, quindi il lungo periodo, incide sulla scelta del software di tipo enterprise.

Quali saranno i prodotti e i servizi che la tua impresa dovrà fornire tra uno, due, cinque anni? Quali tipi di lavori e di processi saranno coinvolti in questi programmi, quali funzioni aziendali saranno coinvolte e quali nuove figure entreranno in gioco? E su questi scenari, la soluzione da acquisire giocherà un ruolo? E quale? La scelta progettuale o di prodotto dovrà indirizzarsi verso soluzioni che garantiscano scalabilità applicativa e tecnologica (ma lo vedremo meglio in un post successivo).

Come si può vedere, in tutto questo discorrere la selezione (vera) del software ideale non è stata ancora menzionata: lo sarà a partire dal prossimo post (l’analisi delle aspettative sulla soluzione da acquisire).

Ora, la parola a te: quali fasi dell’analisi del business pre-selezione ritieni particolarmente utili? La tua azienda segue queste tappe, si affida a delle best practices?

 

Autore Paolo Ravalli

CEO Mainline srl

Condividi con noi:
Fashion, Oceano Blu, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Tecnologia

AUTOBAHN Motor Building: il primo distributore automatico di Auto di Lusso

Guardando la foto si potrebbe pensare che la città è in miniatura, no: è tutto vero, l’Autobahn Motor Building di Singapore è il primo distributore automatico di auto di Lusso.

Il cliente, come se comprasse una lattina o una barretta di cioccolato, entrando all’Autobahn può vedere la merce prima di sceglierla pigiando un bottone, quindi il veicolo selezionato gli viene immediatamente consegnato. Le automobili sono impilate in quattro colonne di vetro di 15 piani, visibili dalla strada.

Comodamente seduto su un divano, il cliente può chiedere una Ferrari, una Maserati o una Lamborghini. Una volta effettuata la scelta, un videoclip mostra le caratteristiche del veicolo selezionato, per il tempo necessario a farlo scendere con un ascensore.

“Col nuovo salone avevamo bisogno di soddisfare le nostre necessità di spazio per le auto, ma allo stesso tempo volevamo essere creativi e innovativi”, ha dichiarato all’agenzia Reuters il proprietario Gary Hong. Da qui è nata l’idea di realizzare il “più grande distributore automatico di auto si lusso”. Grazie a un sistema informatico, denominato “Automotive Inventory Management System”, i clienti possono scegliere il modello che desiderano vedere su un touchscreen situato al pianterreno e la vettura selezionata arriva dinanzi ai loro occhi in appena 2 minuti.

Il proprietario Gary Hong assicura che le sue vendite sono aumentate del 30% da quando ha aperto il suo nuovo store nel mese di dicembre.

La densità demografica di Singapore è la terza maggiore del mondo, dopo Macao e il Principato di Monaco, secondo la Banca Mondiale. Gary Hong è convinto che il suo distributore automatico da 3 milioni di dollari di Singapore (1,9 mlioni di euro) può essere una soluzione alla carenza di spazio. La sua azienda ha dalle 70 alle 80 vetture in riserva, il che avrebbe richiesto uno spazio cinque volte superiore se fossero state stoccate in maniera tradizionale, ha spiegato.

Negli Stati Uniti, anche il sito americano di vendite di automobili online Carvana possiede diversi distributori di questo genere.

Sicuramente un particolare esempio di innovazione.

 

Condividi con noi: