Business Model, Design Innovation, Design Thinking, Metodi, Prodotto, StartUp e Progetti, strategia, Studi e white paper

Come creare una cultura di innovazione e innovare imparando

Oggi è impossibile sopravvivere nel mercato attuale senza acquisire la capacità di innovare “in modo continuo” i propri prodotti e i propri servizi. Tutto ciò che una azienda produce, sarà fatto anche da qualcun altro entro breve tempo, a costi inferiori e probabilmente a pari qualità, se non superiore.

Questa asserzione è ormai vera in qualsiasi ambito. L’idea comune è che innovare vuol dire “fare qualcosa di straordinario“, fuori dalla routine giornaliera. Qualcosa che generalmente ha anche lunghi tempi di gestazione, magari in capo a pochi gruppi di persone dedicate. Analizzando l’innovare in aziende “note per essere avanzate” nella Ricerca & Sviluppo, scopriamo che non si può parlare di innovazione separando l’uomo dall’azienda e il prodotto dai processi.

Innovare e imparare

Ci sono diversi termini che possiamo sentire quando si parla di aziende che lo fanno bene: aziende agili, IoT, Industria 4.0, organizzazioni “learning” e culture innovative sono solo alcuni. Questi ambienti rispettano cinque strategie chiave culturali e strutturali.

1. Clienti felici

Le organizzazioni dovrebbero raccogliere le raccomandazioni dei clienti e sviluppare un processo per valutare e dare priorità a coloro che hanno la più alta probabilità di soddisfare gli obiettivi del cliente e rimanere quindi al di sopra della concorrenza.

Come stai cercando i feedback per determinare le priorità e la soddisfazione ? Stai creando una relazione con i clienti che potrebbe essere descritta in modo più accurato come una partnership ? e stimolare un rapporto aperto con i clienti. Inoltre, sollecitare commenti formali su base periodica.

2. Collaborare attivamente

Le organizzazioni devono passare dall’elaborazione passo-passo a una trasversale. Tutti i dipartimenti coinvolti devono essere aggiornati e lavorare contemporaneamente in naturale sintonia. Le organizzazioni collaborative creano prototipi di elevata qualità – e lo fanno più rapidamente.

Oltre a una struttura collaborativa, è importante creare un ambiente in cui ogni elemento del team si sente sicuro e incoraggiato a contribuire. Questa collaborazione contrasta con le organizzazioni in cui “persone speciali” contribuiscono più spesso di altri.

innovare e collaborare

3. Studiare e sperimentare rigorosamente

I team devono studiare i problemi e presentare soluzioni ben integrate e rigorose. Spostando l’attenzione sul metodo scientifico, le squadre imparano a formulare un’ipotesi, testare l’ipotesi e apprendere e perfezionare rapidamente le soluzioni.

L’idea di sperimentazione può sembrare contro-culturale, e se fatta male, può essere costosa. Ma quando i team sviluppano competenze mediante collaborazioni e studi rigorosi, maturano il senso della sperimentazione.

Avete sfide e opportunità che potrebbero essere risolte più rapidamente prendendo un approccio più scientifico, magari abbreviando l’analisi e iniziando la sperimentazione ?

Innovare audit

4. Accelerare le decisioni e imparare

Il processo decisionale è elemento fondamentale della sperimentazione. Il team deve prendere le decisioni ottimali, e più rapidamente possibile. Queste decisioni devono essere aperte e successivamente riesaminate in un’ottica di ottimizzazione. Cioè le decisioni devono essere raffinate in modo continuo. Dal “flip flopping” all’ “apprendimento“.

L’organizzazione ottimale è quella che offre formazione per aiutare il personale a combinare i processi decisionali rigorosi “basati sui dati” con decisioni intuitive per sfruttare la potenza di entrambi. In questo modo si sostiene il processo di sperimentazione. I partecipanti imparano e le decisioni precedenti verranno riesaminate nei momenti opportuni.

5. Adattabilità e resilienza

I leader devono valorizzare l’adattabilità, la flessibilità e la curiosità dei loro dipendenti. Queste abilità supportano la capacità di gestire un rapido cambiamento. I dipendenti devono essere flessibili e concentrati di fronte ai cambiamenti in corso. Hanno bisogno della capacità di sentirsi a proprio agio e supportati dai loro colleghi in modo da poter adattarsi al cambiamento pianificato e non pianificato con creatività e concentrazione.

Non basta dire alle persone di essere più resilienti, quindi aspettarsi che rispondano alle e-mail per 20 ore alla settimana.

L’evoluzione di una organizzazione, per diventare più innovativa e pronta ai cambiamenti richiede uno sforzo strutturato per aggiornare la cultura, i sistemi e gli accordi che supportano le funzioni.

Chiarire il modo con cui un’organizzazione promuove questi cinque elementi, sarà un grande progresso per diventare un’organizzazione innovativa.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Automobili senza volante: tra 20 anni è realtà. Technology-Push o Market-Pull ?

Automobili fra 20 anni sarà come avere oggi un cavallo nel garage

Negli ultimi anni, nel settore dei trasporti, si sta verificando una vera e propria evoluzione dei modelli socioculturali. In un periodo come questo, le aziende che investono in innovazione sono alla ricerca dell’innovazione radicale. Le ricerche che le multinazionali “automotive” stanno conducendo, costituiscono un nuovo paradigma tecnologico. Esiste un insieme di norme e di routine di ricerca che sono sempre più condivise da tutti gli ingegneri e scienziati, nel settore delle automobili. Cioè arrivare a costruire una automobile in grado di guidare senza il controllo umano.

E’ questo il futuro dell’auto tradizionale, quella con il volante e il guidatore umano, per Elon Musk, l’uomo che, secondo Forbes, sta provando a riscrivere il “trasporto sulla terra e nello spazio”, rispettivamente con le sue Tesla e SpaceX. Entro il 2037, Musk prevede che tutte le auto saranno a guida computerizzata, tanto che Tesla nei veicoli elettrici che produce ha già introdotto alcuni strumenti semi autonomi in grado di gestire determinati scenari di guida.

Molti produttori di auto pubblicano test, foto, filmati, esemplari e informazioni sulle ricerche. Questa divulgazione sul tema, contribuisce a preparare noi tutti ad una nuova innovazione tecnologica: in qualche modo a rassegnarci a non avere il timore di salire su una vettura che si muove autonomamente.

 

Automobili senza volante

 

Un’impresa che cerca l’innovazione radicale dei significati non si avvicina troppo ai suoi clienti, perchè il significato che essi danno alle cose è legato al regime socioculturale esistente. In questo caso però le aziende cercano un’innovazione radicale, ma con il consenso della clientela: una strategia technology-push e in qualche modo anche market-pull. Si cerca di preparare il consenso a una nuova tecnologia, fino a farla desiderare dai clienti, vincendo paure, attriti culturali e scetticismo.

 

Automobili senza volante

 

Musk parlando all’associazione nazionale dei governatori statunitensi, avverte che sarà necessario predisporre le auto di una adeguata difesa dagli attacchi degli hacker informatici.

Allo stesso tempo, ammette Musk, sarà necessario dotare i veicoli a guida autonoma di un comando interno che permetta all’umano di prendere il controllo del veicolo.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Design Thinking

YOUCAM MAKEUP: Design Thinking, realtà aumentata e il lungo viaggio

L’Oréal e Perfect Corporation annunciano una partnership globale che integra le collezioni dei cosmetici di marchi L’Oréal di tutto il mondo con YouCam Makeup, la premiata App di bellezza basata sulla realtà aumentata.

La collaborazione offre a centinaia di milioni di amanti della bellezza l’opportunità di sperimentare virtualmente le collezioni dei marchi L’Oréal. Acquisire informazioni sui prodotti e fare acquisti attraverso l’App o presso i negozi. YouCam Makeup è lo strumento che permette di integrare il mondo online e quello offline in modo unico e innovativo, creando esperienze seamless per il consumatore.

YouCam

La partnership è iniziata con L’Oréal Paris e Yves Saint Laurent in Giappone, dove è stata fatta una prima fase di sperimentazione con la clientela. Il progetto pilota giapponese, ha aiutato a capire le fasi di scelta del prodotto, e sopratutto cosa realmente cerca di ottenere il cliente quando compra il prodotto di cosmesi. Cioè quale è il lavoro che il prodotto aiuta a svolgere, il famoso “job to be done” di Clayton Christensen.

E’ evidente che il progetto pilota ha dato una chiara conferma della doppia natura della piattaforma, cioè prodotti di cosmesi + Beauty personal advisor digitale. La dimensione utilitaristica, cioè funzionalità e performance, e i simboli, cioè identità e emozioni: in poche parole i significati. Ulteriore conferma che i significati dettano il successo dei prodotti da sempre.

Anche questo progetto ha confermato che le persone sono attratte da prodotti in grado di suggerire un significato, trasmettere uno stile, e allo stesso tempo lasciano spazio ampio di interpretazione.

“I prodotti di successo sono quelli insieme ai quali è possibile intraprendere un lungo viaggio.”

Creare un ottimo prodotto di cosmesi non è più sufficiente. Per differenziarsi dalla competizione, L’Oréal Paris ha sentito la necessità di adottare una strategia di innovazione radicale. Anche se è necessario sviluppare e adottare nuove tecnologie, ciò che si sta facendo è stato ridefinire radicalmente il significato dei prodotti. L’Oréal Paris sta reinventando il processo di acquisto, e la ragione per cui le donne comprano prodotti di cosmesi. Ottimi prodotti, aiutano ad essere più belle, ma sopratutto aiutano ad intraprendere un gran bel lungo viaggio.

 

YouCam

Perfect Corp. e YouCam Makeup

Perfect Corp. è l’azienda che ha creato App di bellezza di straordinario successo. In particolare la “super App” di makeover virtuale YouCam Makeup, YouCam Perfect – Selfie Camera, i filtri animati per selfie YouCam Fun, e l’artista della manicure portatile YouCam Nails.

Perfect Corp. è stata fondata con l’obiettivo di ideare un viaggio di bellezza interattivo che permettesse ai consumatori di scoprire, provare e acquistare prodotti di bellezza. 

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Lo spirito di Innovazione, la religione dell’Innovazione e il sogno

Trovo interessante studiare e analizzare le best practices…

Interessante sapere come un’impresa ha ottenuto determinati risultati, quale strategia ha adottato, incluse personalizzazioni e/o integrazioni per la loro realtà.

Spesso prendo nota, leggo libri e mi segno idee, le elaboro e le condivido nelle presentazioni o nelle riunioni.

Ho notato che spesso le persone pensano di sapere molte cose, e le vogliono condividere.Vogliono adattare le best practice nella loro organizzazione, ma in realtà non è sempre così semplice. Si cerca la scorciatoia, e quindi si preferisce emulare la vita di altri, si preferisce copiare un metodo perchè piace, ignorando i diversi contesti.

Invece di pensare alle proprie best practice, invece di pensare a come migliorarsi, spesso puntano a imitare…

Lo spirito di innovazione viene sostituito dalla religione dell’innovazione.

È passata la riflessione. È passato il processo di scoperta. È uscito la proprietà che viene con la nascita di nuove intuizioni. Al suo posto? Simulazione. Imitazione. E, troppo spesso, il cieco di soluzioni preconfezionate.

Non sto dicendo che non c’è valore nel prestare attenzione alle migliori pratiche di altre persone. C’è, sicuramente.

Ma quando l’imitazione sostituisce l’idea e l’elaborazione, qualcosa si perde sempre e l’innovazione svanisce.

 

“Fate un elenco di tutti i prodotti straordinari del vostro settore.

Chi li ha realizzati !

Come hanno fatto ?

Ispiratevi alla loro condotta e siete già a metà strada verso la creazione di un prodotto straordinario vostro”

La Mucca Viola, Seth Godin

 

A volte si cerca l’approccio creativo, gli imprenditori di successo sono quelli che non accettano l’emulazione e reinterpretano l’approccio tradizionale. Con un forte focus di lungo termine sulla soddisfazione totale dei bisogni del cliente. In linea generale però le aziende “veramente imprenditoriali” tendono ad usare l’esperienza e l’intuizione per crearsi nuove opportunità e gestire le relazioni con il mercato.

Le aziende orientate al mercato tendono ad essere guidate da un progetto-sogno piuttosto che dalla ricerca di un mercato tradizionale. Queste imprese dimostrano una maggiore imprenditorialità nel modo in cui definiscono, concretizzano ed implementano le proprie strategie.

E’ il sogno che distingue tra imprenditorialità e capacità manageriali.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Come innovare il tuo business in modo efficace e con successo

L’innovazione è diventata importante per il successo delle imprese. La tecnologia ha reso più facile espandersi a livello globale, raggiungere un pubblico maggiore e aumentare notevolmente i profitti.

Nel mercato globale c’è concorrenza globale, per raggiungere il successo e mantenerlo, è necessario adeguarsi agli standard globali. Ciò significa che per tenere il passo, le aziende devono assicurarsi che siano innovative e in grado di fornire continuamente prodotti e servizi nuovi e interessanti.
Se stai lavorando per rendere la tua azienda più innovativa, qui sotto troverai alcuni suggerimenti e consigli utili:

Fermati, libera la mente, e ragiona

Questo può sembrare controproducente, ma chiedere ad un imprenditore di successo quali sono i suoi suggerimenti per l’innovazione, lui ti dirà fermati e pensa “out of the box“.

Quando sei stressato, non riesci a sviluppare le idee migliori. La pressione costante del lavoro può ridurre le tue possibilità di essere innovativo e di essere “out of the box”. Fermarti e liberare la mente per un po’, può fare una grande differenza. Aiuta a ricaricare il tuo cervello, libera la tua testa e pensa meglio ai modi per portare avanti l’attività e i suoi prodotti.

Assicurati di scegliere i partner giusti

Ci vuole una squadra di successo per avere innovazione di successo. Assicurati di scegliere bene i consulenti, e di avere un proficuo confronto di pensieri ed opinioni.

Segui al meglio i tuoi clienti

Uno degli errori più grandi che puoi fare è cercare di essere innovativo per emulazione. E’ positivo sviluppare un nuovo prodotto o un nuovo servizio, ma se non interessa ai tuoi clienti, sarà controproducente.

Tieni sempre in considerazione i clienti in fase di sviluppo di nuovi prodotti o servizi. La vera innovazione deriva dal dare al cliente ciò che vogliono prima di rendersi conto che lo vogliono.

Ingaggia personale innovativo

Alcune persone sono naturalmente più innovative di altre. Quindi, se hai problemi con la tua squadra, è arrivato il momento di investire in un nuove assunzioni. Verifica bene i candidati che possono traghettare la tua azienda in una nuova prospettiva.

I Millennials sono particolarmente predisposti all’innovazione, in quanto sono cresciuti in questa era digitale.

Successo Millennials

Se non puoi permetterti di assumere nuovi dipendenti, cerca di aiutare il tuo personale a liberare la loro creatività. Ogni singolo dipendente può fare la differenza se gli viene data l’opportunità.

In definitiva, l’innovazione è fondamentale oggi per le aziende che vogliono crescere e svilupparsi in un mercato globale. La capacità di sviluppare la tua azienda in nuovi mercati, è ciò che ti distinguerà dalla concorrenza.

Hai bisogno di uscire dalla tua zona di comfort, e impara a pensare Out of the Box.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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I media il dominio di Google e Facebook e il mercato della pubblicità digitale

Il mondo dell’industria dei Media diventa ogni giorno più piccolo.

Il continuo successo dei titani di Silicon Valley Google e Facebook, che dominano il settore pubblicitario online, ha lasciato agli editori tradizionali sempre meno spazi in cui si trovano a lottare per dividersi gli scarti dei colossi.
Una nuova analisi del gruppo di ricerca Pivotal ha dimostrato che Google e Facebook rappresentano circa il 71% di tutte le vendite di pubblicità digitale negli Stati Uniti nel primo trimestre del 2017 e l’82% della crescita della pubblicità digitale. Si tratta di un aumento costante di anno in anno rispetto al 2016 e al 2015, quando i due giganti tecnologici avevano una quota combinata del 69 per cento e del 64 per cento della pubblicità digitale, rispettivamente, secondo l’analisi

Cosa resta per i media tradizionali ? Non molto, secondo Alan Mutter, analista e professore all’università della California a Berkeley.

Nel 2014, Mutter scrisse sul blog REFLECTIONS OF A NEWSOSAUR un articolo sull’industria americana dei giornali, pubblicando alcune percentuali di variazione del mercato. In particolare una diminuzione del 52% della pubblicità digitale nel corso del decennio precedente. Aveva anche descritto come sempre più persone stanno creando gratuitamente contenuti, mentre i giornalisti vedono sempre più attaccata la loro professionalità e capacità di creare contenuti in modo professionale.

digital ad share

E poiché la pubblicità digitale supera anche gli annunci televisivi, Mutter ha dichiarato che ci sarà sempre meno spazio per un giornalismo di approfondimento e ben documentato, che richiede molto tempo e risorse.

“Le persone fanno un investimento nella produzione di contenuti, con la speranza di ricevere un giusto compenso economico”, ha scritto. “Ma non è quello che sta succedendo, e succederà sempre meno”.

Se aggiungiamo questo problema a quello relativo ai livelli di fiducia nei media, cosa otteniamo ? “Un vero problema profondo per la società”, dice Mutter. “C’è una vera ragione per cui questo sta succedendo, non è solo un tramonto”, ha detto Mutter. “Viviamo oggi in un mondo davvero diverso”.

Che cosa hanno imprese internazionali come Google e Facebook che la stampa tradizionale non ha ? Perchè queste aziende continuano a stupire con il loro spettacolare successo, mentre le grandi marche di una volta arrancano a fatica alle loro spalle ? Le P tradizionali come prezzo, promozione, pubblicità, posizionamento e altre che il marketing usa da tempo non funzionano più. Oggi, all’elenco, c’è da aggiungere un’altra P di importanza eccezionale quella di Purple Cow, la Mucca Viola. Che non è una funzione di marketing cui ricorrere a prodotto finito. La Mucca Viola è qualcosa di fenomenale, inatteso, entusiasmante e assolutamente incredibile che è dentro il prodotto. C’è o non c’è Punto… Seth Godin – La Mucca Viola …

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Walmart Vs. Amazon: nuova battaglia vecchia strategia

Amazon ha deciso di diventare Walmart, prima che Walmart possa avvicinarsi al diventare Amazon.

Il colosso dell’ecommerce ha deciso di avviare un programma dedicato agli americani più poveri. Così facendo, Amazon dichiara guerra a Walmart, nel segmento di clientela “food stamp”. In questo modo però i clienti con basso reddito potranno acquistare a prezzo dimezzato (5,99 dollari) un abbonamento Prime per ricevere consegne gratuite.

Amazon Vs Walmart

Nuovo capitolo della guerra tra i due colossi, ma vecchia strategia. Una lotta a colpi bassi, entrando nel settore dove Walmart è più forte.

“Nessuno può obiettare il fatto che Wal-Mart sia il dettagliante più grande, più redditizio e più inquietante della Terra. Sapete che cosa c’era scritto su un cartello esposto all’interno degli uffici della sede nel periodo in cui Wal-Mart puntava con ogni mezzo a raggiungere il successo di Amazon.com ? NON SI PUO’ FARE COME AMAZON MA MEGLIO DI AMAZON”  … LA MUCCA VIOLA, Seth Godin …

Il progetto è destinato a tutti gli americani che ricevono dal governo i “food stamp” attraverso il Supplemental Nutrition Assistance Program. Il programma federale tramite il quale circa 45 milioni di americani con reddito molto basso, o nullo si vedono assegnare buoni per l’acquisto di generi alimentari.

Amazon Vs. WalmartUna volta registrata la loro EBT (electronic benefit transfer card), i cittadini con reddito basso o nullo potranno acquistare l’abbonamento a Prime alla metà del prezzo, accedendo a consegne gratuite in due giorni, spazio di archiviazione online e contenuti multimediali offerti da Prime Video. Una mossa che da un lato punta ad aiutare i consumatori in difficoltà e dall’altro consentirà ad Amazon di aumentare (e nemmeno di poco) la sua base d’utenza. Ma non solo, perché in questo modo il colosso di Jeff Bezos punta anche ad intaccare i ricavi del suo rivale “fisico”, il colosso Walmart che proprio sui food stamp ha basato gran parte della sua strategia.

Mentre scrivo, viene pubblicata una nuova notizia: Amazon acquista Whole Foods. Ulteriore escalation nella lunga battaglia con Walmart che a sua volta ha annunciato un accordo di 310 milioni di dollari per acquisire il rivenditore di abbigliamento internet Bonobos.

Brittain Ladd, consulente Walmart per la supply chain, ha dichiarato “Walmart non può assolutamente perdere con Amazon. Se Walmart perde nel settore grocery, non avrà alcuna possibilità di detronizzare Amazon nel settore del commercio elettronico mondiale”.

Amazon Vs. Walmart

Lo scorso anno Walmart ha fatturato 13 miliardi di dollari dalle vendite tramite food stamp: il re del retail americano si basa fortemente sui clienti con reddito basso o nullo, tanto che circa un quinto dei suoi ricavi deriva proprio dal Supplemental Nutrition Assistance Program. Un mercato apparentemente povero, ma in realtà molto interessante. Allo stesso tempo Walmart sta cercando di espandere il suo business anche online, strategia per la quale ha acquisito alcuni portali di ecommerce come Jet.com e Modcloth con la speranza di poter contrastare l’avvento di Amazon. Che però sembra inarrestabile: nonostante i ricavi registrati dal colosso di Bezos siano esattamente la metà di quelli generati da Walmart, in borsa Amazon vale il doppio.

 

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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L’importanza di essere i primi: Google testa controllo traffico droni

Google vuole controllare il traffico dei droni. Seguiamo la strategia dell’essere i primi e/o essere i più bravi in un nuovo mercato.

Il mercato dei droni fa gola a molti in silicon valley, un po’ meno nel vecchio continente. Google, ancora una volta, vuole essere in prima linea ma non solo, vuole essere anche il migliore player sin dall’inizio. Quindi si è mossa per testare un suo sistema di controllo del traffico aereo dei velivoli, senza pilota, in prove coordinate dalla Nasa e dall’ente americano per l’aviazione civile (Faa).

Google Controllo droni

Prima che migliaia di droni invadano i cieli per le consegne di pacchi c’è infatti bisogno di un sistema che ne controlli il traffico aereo, per assicurarsi che non avvengano collisioni. Il team di Google che lavora ai droni, Project Wing, ha messo a punto un suo sistema o lo ha testato al Virginia Tech dove la Faa ha creato un sito per testare dispositivi e tecnologie.

Nei test, riporta il sito Recode, il team di Google è riuscito a monitorare da un’unica piattaforma i percorsi di volo di più droni contemporaneamente, tre di Project Wing impegnati in consegne e due di altre compagnie che simulavano operazioni di ricerca e salvataggio. Grazie al software i droni riuscivano a controllarsi l’un l’altro senza l’intervento manuale di un operatore per evitare collisioni.

Esperimenti importanti visti gli sforzi non solo di Google ma anche di altre compagnie, Amazon in testa, per riuscire a lanciare servizi commerciali di consegne con i droni.

L’interessamento di Google al mercato dei droni, e di altri player americani, mi fa venire in mente una citazione del Prof. Romano Prodi: “le nuove caravelle della globalizzazione”. L’iNiña, l’ePinta e la Wikimaría. Il problema – dice Prodi – è che le caravelle, cioè le reti, sono tutte “americane o cinesi”

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

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Focus sull’adattamento ai trend esterni: Valentino e YNAP

Valentino e YNAP insieme per una nuova era del luxury retail.

Valentino e Yoox Net-A-Porter hanno avviato una partnership per creare un nuovo modello di business omni-channel, denominato Next Era e che sarà lanciato all’inizio del 2018, con l’obiettivo di arricchire l’esperienza dei clienti reinventando il rapporto tra i brand del lusso e gli online retailer. Questa notizia rappresenta un bell’esempio di innovazione di valore, due aziende importanti che valutano i trend esterni, che analizzano i settori di mercato e i gruppi strategici, che studiano il comportamento degli acquirenti, e decidono di avviare un progetto comune per ideare un nuovo spazio di mercato.
Focus sull'adattamento ai trend esterni: Valentino e YNAP

Next Era si basa sul flagship store di Valentino e consentirà agli utenti di accedere online a una selezione di prodotti senza precedenti, potendo attingere sia all’inventario delle boutique che dei centri logistici della griffe, oltre a utilizzare il network globale degli otto centri di distribuzione di YNAP nel mondo, da New York e Dubai, fino a Milano e Shanghai. Con questa piattaforma omnicomprensiva, i clienti di Valentino potranno usufruire di una scelta ancora più ampia di prodotti, di funzionalità mobile in negozio e una consegna più rapida tramite un servizio che prevede che gli ordini possano essere completati direttamente dalle boutique del marchio.

Parliamo quindi di prodotti di fascia alta, di ampia scelta, alta disponibilità in prossimità dei potenziali clienti. Se aggiungiamo un rapido servizio di consegna, il gioco è fatto. Il cliente di Dubai può entrare in negozio, provare il capo di abbigliamento o verificare le misure in modo accurato (se non disponibile) e chiedere che gli venga consegnato in un certo orario ad un certo indirizzo.

Focus sull'adattamento ai trend esterni: Valentino e YNAP
Stefano Sassi, Ceo di Valentino, e Federico Marchetti, Ceo di YNAP

In contrapposizione a questa notizia, riportiamo uno studio fatto dalla banca Credit Suisse.

Stati Uniti: un quarto dei centri commerciali potrebbe chiudere entro il 2022

Il settore della distribuzione statunitense conosce da due anni delle forti turbolenze. Le difficoltà del commercio fisico americano potrebbero però aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni. È quanto emerge da una nota di ricerca della banca Credit Suisse, che prevede che un quarto dei centri commerciali statunitensi chiuderà entro cinque anni.

Secondo lo studio, una percentuale compresa fra il 20 e il 25% dei centri commerciali attualmente in attività negli USA non esisterà più nel 2022, il che corrisponde a una forchetta tra le 220 e le 275 chiusure.

Focus sull'adattamento ai trend esterni: Valentino e YNAP

I centri commerciali sono particolarmente colpiti dalla graduale cessazione dell’attività dei loro negozi più trainanti. Il rapporto spiega questo fenomeno con lo sviluppo dell’e-commerce e anche con il fatto che i consumatori si rivolgono sempre di più verso i negozi a prezzi stracciati.

Mentre i marchi si sforzano di individualizzare le esperienze d’acquisto, vedi Valentino con YNAP, il volto del commercio al dettaglio sta cambiando. Le insegne che sono state capaci di cavarsela sono quelle che hanno saputo adottare tecniche diverse per attirare i clienti e che selezionano con cura la posizione dei loro punti vendita, in modo che essa corrisponda al mutare delle preferenze dei consumatori.

Credit Suisse prevede che le vendite di abbigliamento continueranno a spostarsi verso l’e-commerce, verso strutture e organizzazioni che siano in grado di soddisfare esigenze specifiche di servizio. La convinzione è che il mercato sarà sempre più di aziende che saranno in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza,

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Snapchat lancia ‘Spectacles’ anche in Italia, un’altra innovazione di Valore ?

Possibile acquistare ‘Spectacles’ anche dai distributori automatici, si parte da Venezia

Gli occhiali-telecamera Spectacles, lanciati qualche mese fa da Snapchat, arrivano anche in Italia. L’app di messaggi ‘usa e getta’ amata dai giovanissimi. La curiosità è che l’acquisto, oltre che online, potrà avvenire attraverso distributori messi per strada. In Italia il primo sarà installato a Venezia, a seguire sono previsti altre città.

Spectacles
Gli Spectacles sembrano occhiali da sole, e costano più o meno lo stesso. La novità è che permettono di girare brevi video (‘snap’) da 10 a 30 secondi con un tocco sull’asticella laterale. Video che poi si possono condividere su Snapchat.

SpectaclesDurante la registrazione si accenderà una spia luminosa sia all’interno sia all’esterno degli occhiali per avvisare che è in corso una registrazione.

Oltre che in Italia, gli occhiali Spectacles sono venduti anche nel  Regno Unito, in Germania, Francia e Spagna.

Pubblicità in Time Square

Snapchat ha avuto 166 milioni di utenti attivi in una giornata nel primo trimestre 2017, di cui 55 milioni in Europa.

Lanciati questo autunno, gli Spectacles sono il primo prodotto “hardware” di Snap, compagnia madre dell’app per i messaggi usa e getta che tanto piace ai teenager. Non sono dei veri e propri occhiali “intelligenti” e “tuttofare” come i Google Glass, ma piuttosto un accessorio di tendenza, dal design accattivante. Il plus tecnologico sta nel fatto che consentono di registrare e condividere video. Ovviamente sulla piattaforma dell’app del fantasmino giallo. Il prodotto sta destando una grande curiosità negli Stati Uniti, viste anche le modalità di vendita: gli Spectacles si possono acquistare da distributori automatici particolarmente vistosi – chiamati Bot – che spuntano a sorpresa, e ‘a tempo’, nelle città. L’unico negozio fisso è a New York.

Snapchat ci regala un bellissimo esempio di Innovazione di Prodotto, proviamo a fare un breve ragionamento:

Vedremo se l’innovazione di prodotto andrà a soddisfare un nuovo settore, creando innovazione di valore. Chiaramente il prodotto è stato pensato per soddisfare direttamente un’esigenza dell’utenza, esprimendo un’idea smart sia nel concetto che nell’esecuzione. La distribuzione è stata pensata per arrivare direttamente all’utente finale, online o con i distributori automatici, tagliando fuori la catena di distribuzione/influencer tradizionali: cioè i negozi. Il mercato risponderà positivamente se l’appeal funzionale renderà l’occhiale da sole tecnologico maggiormente acquistabile rispetto quello tradizionale. Considerando anche che l’appeal emotivo aumenterà pubblicando il risultato direttamente su SnapShat.

Staremo a vedere se Spectacles saranno la porta di accesso ad un nuovo oceano blu, cioè se l‘innovazione di prodotto sarà Innovazione di valore.

 

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