Frequenza di rimbalzo: come misurare, valutare e verificare per aumentare le conversioni

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La frequenza di rimbalzo è un parametro da controllare costantemente, conosci le soglie di allarme ?, conosci il livello ottimale ?

Andiamo a vedere come misurare e valutare la frequenza di rimbalzo, come individuare il livello corretto, per il tuo settore merceologico. Suggerimenti e trucchi per controllare la frequenza di rimbalzo, e capire quali possono essere le conseguenze di una buona o di una non buona gestione.

Iniziamo col dare una descrizione della frequenza di rimbalzo, perchè è importante e perché devi prestare particolare attenzione.

Un “rimbalzo” si verifica quando qualcuno visita il tuo sito Web, e se ne va senza interagire con il tuo sito. La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di visitatori che rimbalzano dal tuo sito. Google Analytics considera un visitatore che ha interagito con il tuo sito, se ha visitato almeno una pagina aggiuntiva. La frequenza di rimbalzo che puoi leggere nel rapporto generale su Google Analytics, è la frequenza di rimbalzo riferita a tutto il sito. Praticamente è il numero medio di rimbalzi su tutte le pagine, diviso per il numero totale di visite su tutte quelle pagine nello stesso periodo.

Frequenza di rimbalzo in Google Analytics

Puoi anche tenere traccia della frequenza di rimbalzo di una singola pagina, o di un segmento o sezione del tuo sito.

La frequenza di rimbalzo di una singola pagina, è esattamente il numero totale di rimbalzi diviso per il numero totale di visite su una pagina.

 

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Se gestisci un sito di e-commerce che ha anche un blog, puoi implementare una frequenza di rimbalzo segmentata. Cioè i post del tuo blog potrebbero avere una frequenza di rimbalzo media molto diversa rispetto alle pagine dei prodotti in vendita sull’ecommerce.

Segmentare le due sezioni, rende i numeri più significativi quando analizzi i dati. il Giornale del motore di ricerca dichiara che Google non utilizza la frequenza di rimbalzo nelle sue metriche. Sembrerà strano, ma hanno ragione entrambi. Infatti Google non prende in considerazione la frequenza di rimbalzo, ma dal 2016 il RankBrain è il terzo fattore più importante dell’algoritmo di Google.

Il RankBrain migliora i risultati di ricerca per gli utenti, esaminando le intenzioni e le azioni della ricerca. Se un utente fa clic sulla tua pagina, e la lascia senza alcuna interazione, RankBrain acquisisce che il tuo sito non è quello che il visitatore stava cercando. Di conseguenza, RankBrain dice “Forse questa pagina non merita una posizione alta nei risultati SERP”.

Quindi la frequenza di rimbalzo, è in grado di dirti se la tua strategia di marketing è efficace, e se i tuoi visitatori interagiscono con i tuoi contenuti. La chiave è capire quale sia il tuo “target”, e abbattere la tua frequenza di rimbalzo.

 

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Ma quale è il valore di Frequenza di rimbalzo ottimale ?

Per fare una corretta valutazione, è bene considerare diversi parametri come il tipo di attività commerciale, l’industria, il Paese e i tipi di dispositivi utilizzati dai tuoi visitatori. Questi sono tutte informazioni che influenzano la soglia di frequenza di rimbalzo, del tuo sito.

Frequenza di rimbalzo

Ad esempio, Brafton ha riscontrato che la frequenza media di rimbalzo è del 58,18%. Tuttavia, la loro ricerca mostra che i tassi di rimbalzo sono più elevati per le aziende B2B rispetto alle imprese B2C.

Frequenza di rimbalzo per tipo di business

Se non sei ancora sicuro della frequenza di rimbalzo che dovresti scegliere come target, Google Analytics può aiutarti a capirlo. Google Analytics ti offre una visualizzazione rapida della frequenza media di rimbalzo per quello che crede sia il tuo settore. Lo fa con il benchmarking.

Innanzitutto, devi impostare il benchmarking in Google Analytics.

Sotto la sezione di amministrazione, fai clic su “Impostazioni account” e quindi seleziona la casella “Benchmarking”.

Ora puoi confrontare le medie del settore.

Basta vedere i report sul comportamento. Fai clic su “Contenuti del sito” e poi su “Pagine di destinazione”.


Vedrai la frequenza di rimbalzo media del tuo sito web, che però potrebbe risultare un valore alto, essere un punto di riferimento prezioso. Per analizzare meglio la percentuale visualizzata, puoi fare il drill down per visualizzare le frequenze di rimbalzo specifiche della sezione del sito web.

 

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Con la funzione di Drilldown sulle pagine di destinazione, o la funzione filtro avanzato: puoi visualizzare le percentuali medie di rimbalzo per le sezioni del tuo sito.

Ad esempio, ora puoi confrontare la media del settore solo per il tuo blog o le pagine dei prodotti.

Nella sezione “Pubblico” di Google Analytics, vai in “Benchmarking”. Quindi seleziona “Canali”. Ora puoi scegliere il parametro da esaminare e confrontare per arco temporale. Questo dovrebbe darti un’idea migliore del rendimento della frequenza di rimbalzo del tuo sito web rispetto alla media per canale.

Il grafico confronta la frequenza di rimbalzo del tuo canale con altri account o proprietà di Google Analytics nel tuo settore.

Se vuoi approfondire, puoi farlo andando in “Acquisizione”, quindi “Tutto il traffico”, quindi “Canali”. Quindi fai clic sul pulsante “Confronto” sulla destra e filtra per “Frequenza di rimbalzo” per vedere quali canali sono superiori o inferiori alla media.

Una “buona” frequenza di rimbalzo sarà diversa per ogni sito. Potrebbe anche essere diverso per ogni pagina del tuo sito. Meglio prestare attenzione sull’andamento della frequenza di rimbalzo nel tempo, e su come è possibile migliorare le percentuali più alte, per arrivare ad aumentare le conversioni. Obiettivo: utilizzare lafrequenza di rimbalzo per individuare i punti deboli nel tuo sito.

 

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Come puoi migliorare la frequenza di rimbalzo ?

Difficile ridurre la frequenza di rimbalzo se non si comprende cosa sta causando l’attuale valore. Esistono due modi per modificare la frequenza di rimbalzo.

Il primo approccio consiste nel segmentare la frequenza di rimbalzo, per riuscire a individuare i punti di intervento. Puoi creare tutti i tipi di segmenti diversi in Google Analytics per analizzare meglio la frequenza di rimbalzo. Puoi persino creare variabili personalizzate in Google Analytics, andando in PUBBLICO -> Personalizzato -> Variabili personalizzate. Vediamo ora nove diverse possibilità di segmentazione, che ti aiuteranno a valutare e migliorare la frequenza di rimbalzo.

Segmenta per età

Ci sono molti dati demografici diversi tracciati da Google Analytics, che ti consentono di segmentare e analizzare meglio il traffico del tuo sito. Uno di questi è la fascia di età dei tuoi visitatori. Per guardare la frequenza di rimbalzo per fascia di età, guarda sotto PUBBLICO ->  Dati demografici -> Età.

Nell’esempio sopra puoi vedere che nella fascia di età tra i 35 e 44 anni troviamo la frequenza di rimbalzo più alta, pari a 38,49% rispetto al resto dei visitatori di questo sito.

Se il target di mercato ideale sono i giovani, assicurati di strutturare correttamente le tue pagine web per il marketing. Ad esempio, usa un linguaggio alla moda e slang.

Segmenta per genere

Per guardare la frequenza di rimbalzo per sesso, guarda sotto PUBBLICO ->  Dati demografici -> Sesso, appena sotto Età. Questo rapporto indica la frequenza di rimbalzo per maschi e femmine.

Ora puoi facilmente vedere se il tuo sito è migliore nel trattenere un genere rispetto l’altro. Il targeting per genere con tattiche come linguaggio e colori diversi, può influire sulla visualizzazione e sul comportamento di acquisto. Se hai una frequenza di rimbalzo maggiore con un genere, assicurati di non creare involontariamente la percezione che stai prendendo di mira solo l’altro sesso.

Segmento per nuovi visitatori

Un buon segmento da verificare è il “Nuovi vs. Di ritorno”. Per guardare la frequenza di rimbalzo per nuovi visitatori, guarda sotto PUBBLICO ->  Comportamento -> Nuovi vs. Di ritorno

Ora puoi vedere se i tuoi nuovi visitatori stanno rimbalzando a una velocità superiore rispetto ai tuoi visitatori di ritorno. Per ottenere più informazioni da questo segmento, è possibile visualizzare la fonte di acquisizione come una dimensione secondaria. Fai clic sull’elenco a discesa “Dimensione secondaria” nella parte superiore della tabella e seleziona Acquisizione -> Sorgente.

Dalla tabella risultante puoi capire la provenienza dei visitatori che causano maggiore rimbalzo.

 
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Segmento per località

Per interrogare la frequenza di rimbalzo, relativamente al domicilio dei visitatoti, guarda sotto PUBBLICO ->  Dati geografici -> Località.

Innanzitutto, vedrai una mappa con codice colore che ti mostra da dove proviene la maggior parte dei tuoi visitatori.

Questo ti dà la tua frequenza di rimbalzo per paese.

Nell’esempio sopra, puoi vedere che la Svizzera ha un tasso di rimbalzo molto più alto rispetto agli altri paesi (60%). Puoi fare drill down su uno stato semplicemente cliccandoci sopra, per ottenere la lista delle località con i relativi tassi di frequenza.

Quindi, puoi adattare la tua strategia di marketing alle aree target in cui vuoi vedere un miglioramento.

 

Segmento per device / dispositivo

Per interrogare la frequenza di rimbalzo, relativamente al dispositivo utilizzato per collegarsi, guarda sotto PUBBLICO ->  Dispositivo mobile -> Panoramica.

Questo rapporto ti darà un’idea della differenza di frequenza di rimbalzo tra desktop, mobile e tablet. Come succede normalmente, la frequenza di rimbalzo è significativamente più elevata su dispositivi mobili o tablet. Il motivo è da ricercare nella natura del dispositivo, ma potrebbe indicare che non hai ottimizzato correttamente il tuo sito per tali dispositivi.

Puoi anche visualizzare il rapporto “Dispositivi”, che da una maggiore scomposizione della frequenza di rimbalzo per dispositivo / sistema operativo

 

 

 

Se vuoi migliorare la visibilità del tuo sito o del tuo ecommerce, potete cantattarmi inviando una email all’indirizzo info@bloginnovazione.it, o compilando il form contatti di BlogInnovazione.it

Ercole Palmeri

CV Ercole Palmeri

Temporary Innovation Manager

Associato Leading Network

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