L’importanza di essere i primi: Google testa controllo traffico droni

Google vuole controllare il traffico dei droni. Seguiamo la strategia dell’essere i primi e/o essere i più bravi in un nuovo mercato.

Il mercato dei droni fa gola a molti in silicon valley, un po’ meno nel vecchio continente. Google, ancora una volta, vuole essere in prima linea ma non solo, vuole essere anche il migliore player sin dall’inizio. Quindi si è mossa per testare un suo sistema di controllo del traffico aereo dei velivoli, senza pilota, in prove coordinate dalla Nasa e dall’ente americano per l’aviazione civile (Faa).

Google Controllo droni

Prima che migliaia di droni invadano i cieli per le consegne di pacchi c’è infatti bisogno di un sistema che ne controlli il traffico aereo, per assicurarsi che non avvengano collisioni. Il team di Google che lavora ai droni, Project Wing, ha messo a punto un suo sistema o lo ha testato al Virginia Tech dove la Faa ha creato un sito per testare dispositivi e tecnologie.

Nei test, riporta il sito Recode, il team di Google è riuscito a monitorare da un’unica piattaforma i percorsi di volo di più droni contemporaneamente, tre di Project Wing impegnati in consegne e due di altre compagnie che simulavano operazioni di ricerca e salvataggio. Grazie al software i droni riuscivano a controllarsi l’un l’altro senza l’intervento manuale di un operatore per evitare collisioni.

Esperimenti importanti visti gli sforzi non solo di Google ma anche di altre compagnie, Amazon in testa, per riuscire a lanciare servizi commerciali di consegne con i droni.

L’interessamento di Google al mercato dei droni, e di altri player americani, mi fa venire in mente una citazione del Prof. Romano Prodi: “le nuove caravelle della globalizzazione”. L’iNiña, l’ePinta e la Wikimaría. Il problema – dice Prodi – è che le caravelle, cioè le reti, sono tutte “americane o cinesi”

Ercole Palmeri
Temporary Innovation Manager

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Remote Collaboration HRC
Metodi
Cos’è la realtà aumentata, e come possiamo sviluppare App

Con uno Smartphone in mano, puoi scattare selfie con orecchie da coniglio e lingue multicolori a Pokémon Go, da IKEA per vedere i mobili ambientati in casa propria. L’elenco potrebbe continuare: le app di realtà aumentata sono sempre più diffuse e non servono più solo per divertirsi o giocare, spesso …

Incontro Trieste MBA
Digitale
WEB REPUTATION E RICERCA DEL LAVORO: LA GRANDE SFIDA

Un tempo si temeva l’ascolto da remoto attraverso l’intercettazione ambientale o quella telefonica. Negli anni Novanta si fantasticava sulle sorti del pensiero distopico del grande fratello orwelliano divenuto così improvvisamente ingombrante con la realizzazione dell’apparato sorvegliante di Echelon. Tutti erano possibili bersagli ma nella massa, dietro l’ombra dei grandi numeri, …

Digitale
Come fa il motore di ricerca Google a comprendere i testi ?

Da alcuni anni Google ha messo a punto un algoritmo in grado di comprendere i testi. Per questo motivo, un aspetto fondamentale della specializzazione di uno specialista SEO o di un copywriter è la scrittura e leggibilità. Il testo deve soddisfare le esigenze degli utenti, incrementando anche la posizione nella …